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Polizze calamità, il governo pronto a correttivi nel decreto

 

La norma che ha introdotto l’obbligo della polizza stabilisce che in caso di abusi edilizi non si può stipulare

 

Il ministero per il Made in Italy si è assunto l’impegno a dipanare i dubbi applicativi della norma sulle polizze contro la calamità naturali che le imprese devono stipulare. Alcuni correttivi potrebbero essere inseriti in sede di conversione del decreto legge approvato venerdì scorso e che prevede la proroga al primo gennaio 2026 per le piccole imprese, al primo ottobre per le medie imprese. Per le grandi imprese, per le quali l’obbligo ad assicurarsi scatta oggi, sono previsti 90 giorni durante i quali non si perde l’accesso agli incentivi pubblici in caso di mancata copertura.

È quanto emerso dal tavolo di confronto tra ministero e associazioni di categoria, la cui prima riunione si è tenuta ieri: per il dicastero erano presenti il capo di gabinetto Federico Eichber, Guido Veltri, capo dell’ufficio legislativo, i direttori generali Amedeo Teti e Gianfrancesco Romeo. Numerose le associazioni convocate, tra le quali Confindustria, Confcommercio, Cna, Confartigianato, Confimi, Conlavoro, Confapi, Confersecenti, Confcooperative. Presenti anche Ania, Ivass, Sace e Abi.

Il decreto legge approvato venerdì dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta ufficiale oggi; in contemporanea il ministero dovrebbe pubblicare un primo elenco di Faq per fornire chiarimenti. Ieri però le associazioni ha presentato un articolato elenco di aspetti controversi, su alcuni punti più rilevanti sui quali concordavano un po’ tutti. Uno dei gli aspetti principali riguarda il caso in cui un imprenditore, professionista o commerciante, lavora con beni in affitto da persona fisica.

Secondo le associazioni, l’interpretazione prospettata dal ministero per la quale l’obbligo a contrarre la polizza è a carico di colui che usa gli impianti non ha solidi fondamenti normativi, nemmeno se, come è stato rappresentato ieri, ci si richiama a un articolo del decreto legge fiscale. Un ragionamento simile può essere esteso al leasing. L’auspicio delle associazione di categoria è che su questo punto si faccia chiarezza, indicano una valida interpretazione normativa, meglio se attraverso un emendamento al decreto legge nella fase di conversione.

C’è poi la questione degli abusi edilizi: la norma che ha introdotto l’obbligo della polizza catastrofale stabilisce che in caso di abusi non si può stipulare. Si tratta però di una definizione troppo generica, che equipara abusi importanti a piccole irregolarità, non fa distinzione tra anomalie ereditate nel tempo su palazzi magari storici da violazioni gravi. Tra gli emendamenti potrebbe poi trovare posto la proroga del fondo da 5 miliardi per la riassicurazione con Sace (vedi altro articolo in pagina). Altro aspetto che preoccupa molto è la prospettiva di perdere l’accesso agli incentivi pubblici se non ci si assicura: anche su questo punto è stata evidenziata la necessità di chiarire esplicitamente quali sono le tipologie di supporto pubblico che possono venire meno se non c’è la polizza.

Qualche indicazione in questo senso è tracciata nel Codice incentivi, che però richiede ancora molto tempo per diventare legge. Alcune associazioni hanno chiesto che venga redatto un elenco delle agevolazioni che sono incluse dalla norma e di quelle che ne sono escluse. Le associazioni delle attività di dimensioni minori hanno chiesto che possano essere previste forme contrattuali che tengano conto di microattività o esercizi commerciali che non possiedono o affittano beni e macchinari, allo scopo di ridurre il costo dei premi. Lo spirito della riunione è stato giudicato nel complesso positivo e costruttivo.

«Confartigianato valuta positivamente quanto emerso dalla riunione del tavolo convocato oggi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy in tema di polizze contro le calamità naturali e gli eventi catastrofali – ha reso noto l’associazione -. In particolare, apprezza l’impegno del ministero a rendere il tavolo permanente e ad inserire, in sede di conversione del decreto legge sulla proroga dell’obbligo di assicurazione, i correttivi ritenuti da Confartigianato necessari per un’applicazione chiara e certa del provvedimento. Apprezzata anche la volontà dell’Ania di avviare un tavolo con le organizzazioni imprenditoriali per definire linee guida sugli aspetti contrattuali».

 

 

FONTI      Laura Serafini        “Enti Locali & Edilizia”

Categorized: News