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Polizze catastrofali, rinvio differenziato per le imprese

Le aziende più piccole avranno tempo fino al 1° gennaio 2026 per mettersi in regola; le imprese di medie dimensioni dovranno farlo entro il 1° ottobre

 

La proroga dei termini per l’entrata in vigore dell’obbligo di una polizza contro le calamità naturali per le imprese alla fine è arrivata. A pochi giorni dalla scadenza del 31 marzo, il consiglio dei ministri ha approvato ieri un decreto legge che introduce rinvii scaglionati a seconda delle dimensioni delle imprese. Le aziende di dimensioni più piccole avranno tempo fino al primo gennaio 2026 per mettersi in regola; le imprese di medie dimensioni dovranno farlo entro il primo ottobre.

Per le imprese di grandi dimensioni non è prevista una vera e propria proroga. E questo, in un primo momento, aveva destato forti preoccupazioni tra le associazioni di categoria e in particolare per Confindustria. Una volta reso noto il testo del decreto è emerso però che anche per le aziende più grandi è previsto un periodo transitorio di 90 giorni: in questa fase temporale, infatti, viene sospesa la previsione della finanziaria del 2023, che aveva introdotto l’obbligo per questo tipo di polizze, in base alla quale le imprese prive di copertura non possono accedere a incentivi, garanzie o altre forme di supporto pubblico.

Quindi, fino a fine giugno la mancanza della polizza non determina conseguenze. È auspicabile che tale interpretazione sia tenuta in conto anche dal mondo bancario, che secondo molti potrebbe rappresentare un importante volano per la diffusione di queste coperture perché un’impresa assicurata è più sicura e determina un minore impatto sul rischio di credito.

La proroga si è resa necessaria perché tutte le categorie produttive hanno chiesto più tempo rispetto dopo l’entrata in vigore del decreto attuativo, lo scorso 28 febbraio: il testo del decreto non era stato diffuso prima della sua pubblicazione, tantomeno è accaduto per la relazione tecnica, la cui stesura è stata necessaria per chiarire una serie di dubbi sollevati dal Consiglio di Stato. Dunque gli interrogativi sulle modalità di attuazione della norma restano molti, così come esiste una forte oscillazione sul costo dei premi in base all’area geografica e ai rischi ai quali è esposta un’impresa. Motivo per il quale, fino a quando queste polizze non saranno ampiamente diffuse, i costi per le aziende più esposte ai rischi saranno molto più elevati.

«È necessario rinviare l’operatività delle sanzioni sulle polizze catastrofali. Come abbiamo condiviso con il ministro Urso ancora martedì, noi chiediamo con forza che venga concessa una proroga almeno per l’operatività delle sanzioni», aveva detto nella mattinata di ieri il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, quando si era ancora in attesa di capire se il consiglio dei ministri avrebbe adottato un provvedimento. «Le imprese non hanno avuto modo finora di valutare le offerte assicurative e per compararle e scegliere la soluzione migliore che permetta di ottimizzare le coperture ed evitare uno spreco di risorse finanziarie ingiustificato. Se non fosse così, il provvedimento che avevamo accolto con animo costruttivo si trasformerebbe di fatto in una forma di prelievo forzoso».

Il rinvio dovrà servire, dunque, a chiarire i punti controversi e ad avere il tempo di comparare e valutare le offerte assicurative. L’incontro convocato per lunedì 31 marzo presso il ministero del Made in Italy con le associazioni delle categorie produttive dovrebbe servire proprio a tracciare il percorso da seguire. Il Dl approvato ieri dovrà andare in Gazzetta in tempi molto rapidi, probabilmente già entro oggi, affinché possa entrare in vigore prima del 31 marzo. In ogni caso non verrà convertito, ma verrà conferito sotto forma di emendamento probabilmente nel decreto PA .

«Prevedere una proroga, da parte del governo, per le imprese piccole e medie, finalizzata a consentire loro di prepararsi meglio alla scelta delle soluzioni disponibili sul mercato, è comprensibile – ha dichiarato il presidente di Ania, Giovanni Liverani, al Sole 24 Ore -. Questo farà, in ogni caso, crescere la conoscenza da parte delle aziende delle diverse soluzioni e la consapevolezza che con costi non eccessivi potranno soddisfare i bisogni di protezione derivanti dalla particolare esposizione ai rischi del nostro territorio. D’altra parte, però, il segmento cui si concede più tempo è anche quello maggiormente esposto: auspico che le micro e piccole imprese italiane non aspettino l’ultimo momento per avviare la ricerca delle migliori soluzioni – peraltro già disponibili per tutte le categorie di imprese – confrontando i prezzi e i livelli di servizio, consapevoli che prima si assicureranno, prima si garantiranno uno scudo di protezione per la loro presenza sui mercati».

 

 

FONTI     Laura Serafini      “Enti Locali & Edilizia”

Categorized: News