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Ppp, torna in Cdm la riscrittura del project financing per le gare senza prelazione

Il Mit pronto a riportare già al prossimo Consiglio dei ministri la norma accantonata ad agosto nel decreto Pa. Via il diritto del promotore di pareggiare l’offerta migliore, più spazio a negoziazione e dialogo competitivo

 

Torna sul tavolo del governo la riforma del project financing. Dopo lo stop di agosto, quando la riscrittura dell’articolo 193 del Codice appalti era stata inserita e poi stralciata dalla versione definitiva del decreto Pa, il ministero delle Infrastrutture si prepara a riproporre la norma in un nuovo decreto da presentare in Consiglio dei ministri, forse già venerdì.

È il ritorno di  un intervento annunciato dai tecnici del Mit dopo la sentenza della Corte di giustizia Ue che ha bocciato il meccanismo della prelazione riconosciuto al promotore della finanza di progetto. Il nuovo testo,  già messo a punto in estate, riscrive integralmente l’articolo 193 e interviene anche sulla disciplina dello studio di fattibilità.

Il punto centrale è il superamento definitivo della prelazione. Il promotore non potrà più pareggiare l’offerta del concorrente che ha presentato la proposta migliore e subentrare così nell’aggiudicazione. La gara resta quindi il momento nel quale si misura il confronto concorrenziale, ma viene ridisegnato il percorso che porta alla scelta dell’offerta. La proposta privata continua a rappresentare il punto di partenza del project financing, mentre l’amministrazione mantiene un ruolo più attivo nella costruzione della procedura.

Tra le novità del testo predisposto dal Mit c’è infatti la possibilità di utilizzare strumenti di confronto con gli operatori, attraverso procedure di negoziazione e dialogo competitivo, per arrivare alla definizione dell’offerta e delle condizioni della concessione. Al posto del vantaggio competitivo della prelazione viene previsto un meccanismo di rimborso delle spese sostenute per la predisposizione della proposta, parametrato ai costi effettivamente sostenuti. Il dettaglio dei criteri dovrebbe essere definito anche attraverso linee guida del Mit.

La riscrittura nasce dalla necessità di adeguare la disciplina italiana al nuovo quadro europeo. La Corte Ue, con la sentenza del 5 febbraio 2026, causa C-810/24, ha messo in discussione proprio il diritto del promotore a subentrare all’aggiudicatario alle medesime condizioni. Sullo sfondo resta inoltre la procedura di infrazione europea già aperta sul tema e  il nuovo regolamento appalti che non prevede procedure di Ppp a iniziativa privata.

Il dossier era arrivato in Consiglio dei ministri il 4 agosto, ma la norma sul project financing non era entrata nel decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144. Il testo era stato accantonato per problemi legati alla copertura e alla bollinatura, rinviando la partita alla ripresa autunnale. Ora il Mit torna dunque alla carica con un provvedimento autonomo. Una scelta che punta a chiudere rapidamente una fase di incertezza che, da febbraio, ha lasciato gli operatori alle prese con una disciplina del project financing ancora formalmente costruita sulla prelazione, ma esposta al nuovo quadro europeo.

Il testo che il Mit si appresta a riportare in Cdm riparte sostanzialmente dall’impianto già emerso ad agosto. Ma questa volta l’obiettivo è arrivare alla norma senza il passaggio a vuoto che ha segnato l’estate.

 

 

 

FONTI         Mauro Salerno         “Edilizia & Territorio”

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