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Procedure negoziate, come organizzare l’auditing sul principio di rotazione

Anac prende in esame l’applicazione del principio con riferimento agli affidamenti diretti e alle procedure negoziate senza bando di valore inferiore alle soglie di rilievo europeo

 

La corretta applicazione del principio di rotazione nelle procedure di affidamento sottosoglia deve essere sottoposta a monitoraggio e controllo dalle stazioni appaltanti, al fine di evitare distorsioni al mercato, che possano incidere in particolare sugli operatori economici di minori dimensioni.

Il comunicato del presidente Anac del 5 giugno 2024 prende in esame l’applicazione del particolare principio regolato dall’articolo 49 del codice dei contratti pubblici con riferimento agli affidamenti diretti e alle procedure negoziate senza bando di valore inferiore alle soglie di rilievo europeo, chiedendo alle stazioni appaltanti di verificarne l’applicazione con adeguate soluzioni organizzative.

L’Autorità nazionale anticorruzione evidenzia come la rotazione garantisca negli affidamenti sottosoglia la partità di trattamento in termini di effettiva possibilità di partecipazione alle gare anche delle micro, piccole e medie imprese che rispondono alle indagini di mercato o che si sono iscritte agli elenchi formati dalle stazioni appaltanti, secondo lea configurazione a tali percorsi conferita dall’articolo 59 e dall’allegato II.1 del Dlgs 36/2023.

La corretta applicazione del principio è sostenuta anzitutto dagli obblighi motivazionali che la stazione appaltante deve soddisfare in caso di deroga o di non applicazione nelle ipotesi previste dal codice dei contratti pubblici.

L’Anac, tuttavia, rafforza il livello di attenzione, chiedendo che le amministrazioni si attivino per disporre la verifica dell’ottimale applicazione del principio da parte della struttura di auditing o di altro soggetto appositamente individuato all’interno della propria organizzazione.

Per gli enti locali tale verifica si connette ai controlli di regolarità amministrativa, disciplinati dall’articolo 147-bis del Dlgs 267/2000 sia in forma concorrente alla formazione dell’atto, sia nella fase successiva all’adozione dello stesso.

Risulta evidente anche la concretizzazione del monitoraggio attraverso la definizione e l’attuazione di specifiche misure di prevenzione della corruzione, quali, ad esempio, le forme di autocontrollo della corretta applicazione del principio nella fase di individuazione degli operatori economici da invitare a una procedura negoziata, come il riscontro attraverso check-list dettagliate.

Nelle società e negli altri organismi partecipati tenuti all’applicazione del codice dei contratti pubblici le attività di monitoraggio e di controllo devono essere riportate alle strutture di auditing, considerando l’importanza della corretta applicazione del principio di rotazione anche in chiave di ottimizzazione degli obiettivi di miglior confronto con i vari mercati.

Tale attività può, peraltro, avere configurazioni connesse al modello organizzativo-gestionale adottato in base al Dlgs 231/2001, ma, soprattutto, alle scelte organizzative della società in materia di compliance.

La corretta applicazione del principio di rotazione, infatti, non ha rilevanza solo in chiave di conformità con la normativa di riferimento (l’articolo 49 del codice), ma anche di assunzione nell’organizzazione come criterio di regolazione efficace del rapporto con gli operatori economici in chiave di maggior stimolo al confronto concorrenziale.

 

 

FONTI         Alberto Barbiero     “Enti  Locali  & Edilizia”

Categorized: News