Quando è obbligatoria la garanzia fideiussoria per il pagamento della rata di saldo? Un’analisi dell’art. 117 del D.Lgs. n. 36/2023 tra funzione dell’istituto, chiarimenti del MIT, responsabilità dell’appaltatore e impatto economico per le imprese
La garanzia fideiussoria prevista per il pagamento della rata di saldo rappresenta uno degli strumenti che caratterizzano la fase conclusiva degli appalti pubblici.
Prevista dall’ art. 117, comma 9, del D.Lgs. n. 36/2023, consente alla stazione appaltante di procedere alla liquidazione del credito residuo dell’appaltatore mantenendo una tutela patrimoniale in caso di successivi rilievi emersi in sede di collaudo. Nella pratica applicativa, tuttavia, questo meccanismo può determinare rilevanti criticità operative e finanziarie, soprattutto per gli operatori economici di minori dimensioni.
Vale quindi la pena analizzare la funzione di questo istituto alla luce del nuovo Codice dei contratti pubblici, dei recenti orientamenti ministeriali e dei principi di risultato, fiducia e proporzionalità che ne ispirano l’impianto.
La fase finale dell’appalto: il nodo del pagamento del saldo
La chiusura di un contratto pubblico di lavori rappresenta una fase nella quale convivono esigenze potenzialmente contrapposte. Da un lato vi è la necessità della stazione appaltante di verificare in modo completo la corretta esecuzione delle prestazioni; dall’altro l’interesse dell’impresa a ottenere in tempi rapidi la liquidazione del credito maturato.
È proprio in questo momento che si inserisce la disciplina della rata di saldo, che nel nuovo Codice dei contratti pubblici assume un ruolo che va oltre il mero profilo contabile, contribuendo all’equilibrio complessivo del rapporto contrattuale.
Il D.Lgs. n. 36/2023, ponendo al centro il principio del risultato, richiede infatti una lettura dell’intero ciclo di vita del contratto orientata alla tempestiva realizzazione dell’opera e alla rapida definizione dei rapporti economici. In quest’ottica, ogni meccanismo destinato a incidere sulla liquidazione finale deve essere valutato anche in funzione della sua effettiva capacità di favorire tali obiettivi.
Garanzia fideiussoria sulla rata di saldo: cosa prevede l’art. 117 del Codice Appalti
Il riferimento normativo è contenuto nell’art. 117, comma 9, del D.Lgs. n. 36/2023, secondo cui il pagamento della rata di saldo è subordinato alla costituzione di una garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa pari all’importo della rata stessa, maggiorato degli interessi legali maturandi fino alla definitività del collaudo o della verifica di conformità.
La norma si inserisce nel sistema delle garanzie previsto dal Codice e si coordina con la disciplina della fase esecutiva, nonché con le regole sul collaudo e sulla verifica di conformità contenute nell’ art. 116 e nell’ Allegato II.14.
Essa dialoga inoltre con la disciplina civilistica dell’appalto e, in particolare, con gli artt. 1667 e 1669 del codice civile, che continuano a presidiare la responsabilità dell’appaltatore per vizi, difformità e gravi difetti dell’opera anche successivamente alla consegna.
La finalità dell’istituto è consentire alla stazione appaltante di procedere al pagamento del saldo senza attendere il consolidamento definitivo degli esiti del collaudo, mantenendo al tempo stesso una tutela economica nell’ipotesi in cui emergano successive passività.
La funzione della garanzia tra tutela pubblica e chiusura del rapporto
La garanzia sulla rata di saldo interviene in una fase successiva rispetto alla garanzia definitiva e assolve una funzione profondamente diversa. Non è infatti destinata a garantire l’esatto adempimento delle obbligazioni durante l’esecuzione del contratto, ma costituisce un presidio di natura essenzialmente cautelare nella fase conclusiva del rapporto.
Essa consente alla stazione appaltante di liquidare il credito dell’appaltatore senza attendere la piena stabilizzazione degli effetti del collaudo, evitando che eventuali contestazioni successive possano tradursi in difficoltà di recupero delle somme eventualmente dovute.
In questa prospettiva, la garanzia dovrebbe favorire una più rapida definizione del rapporto contrattuale, piuttosto che introdurre un ulteriore elemento di rigidità procedurale.
Il collaudo e il certificato di regolare esecuzione come momento di confine
La funzione dell’istituto è strettamente legata alla natura non immediatamente definitiva degli esiti del collaudo o della verifica di conformità.
Anche dopo l’emissione del certificato, infatti, l’amministrazione conserva margini di intervento e la possibilità di formulare rilievi o contestazioni, soprattutto in relazione a vizi non immediatamente percepibili. È proprio questo intervallo temporale tra l’accertamento tecnico e la sua stabilizzazione giuridica a giustificare la previsione della garanzia.
Un diverso assetto sembra invece delinearsi quando il contratto si conclude mediante certificato di regolare esecuzione e l’opera risulta sostanzialmente accettata senza rilievi.
In questa direzione si colloca il recente orientamento interpretativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, secondo cui, in tali ipotesi, la concreta esigenza della garanzia deve essere valutata alla luce della funzione che essa è chiamata a svolgere, privilegiando una lettura sostanziale dell’art. 117, comma 9.
La permanenza delle responsabilità dell’appaltatore
Il pagamento della rata di saldo non determina l’estinzione delle responsabilità dell’appaltatore.
La giurisprudenza civile è costante nel ritenere che la consegna dell’opera e la sua accettazione non escludano la responsabilità per vizi occulti né la speciale responsabilità per gravi difetti strutturali prevista dall’art. 1669 del codice civile.
Il sistema continua quindi a garantire la tutela dell’amministrazione anche dopo la chiusura contabile del rapporto. In questo contesto, la garanzia sulla rata di saldo costituisce un ulteriore presidio di natura finanziaria destinato a operare nel periodo compreso tra il pagamento del saldo e la definitiva stabilizzazione degli effetti del collaudo.
Garanzia sulla rata di saldo: quali criticità comporta per le imprese
La previsione normativa, pur coerente nella sua impostazione teorica, mostra però significative criticità nella pratica applicativa.
In particolare, la richiesta di una garanzia pari all’intero importo della rata di saldo può tradursi in un onere finanziario rilevante per l’operatore economico, soprattutto nei contratti di maggiore valore.
Le difficoltà non sono soltanto di natura economica, ma riguardano anche l’accesso al sistema bancario e assicurativo. Gli istituti garanti tendono infatti a subordinare il rilascio delle fideiussioni a valutazioni di rischio sempre più rigorose, richiedendo spesso controgaranzie o ulteriori impegni patrimoniali che incidono sulla capacità finanziaria complessiva dell’impresa.
Si determina così una situazione nella quale il credito dell’impresa è già maturato e accertato, ma la sua effettiva liquidazione resta condizionata alla possibilità di ottenere un’ulteriore garanzia finanziaria.
Il fenomeno interessa soprattutto le PMI e gli operatori impegnati contemporaneamente su più commesse pubbliche, con effetti potenzialmente distorsivi anche sul piano concorrenziale.
Il chiarimento del MIT sull’importo della garanzia
Ulteriori indicazioni interpretative sono state fornite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il parere n. 4187/2026.
Il chiarimento riguarda il rapporto tra la garanzia sulla rata di saldo e la ritenuta dello 0,50% prevista a tutela degli obblighi contributivi e retributivi.
Il supporto giuridico del MIT ha ribadito la netta distinzione tra i due istituti: mentre la ritenuta assolve una funzione di tutela dei lavoratori, la garanzia sulla rata di saldo è finalizzata esclusivamente alla protezione dell’amministrazione.
Ne consegue che la fideiussione deve essere parametrata all’intero importo della rata di saldo e non può essere limitata alla sola quota trattenuta.
Si tratta di un’interpretazione coerente con il dato normativo che, tuttavia, contribuisce ad accentuare l’onere finanziario complessivo derivante dall’applicazione dell’istituto.
Considerazioni conclusive e prospettive evolutive: verso una disciplina più proporzionata?
La garanzia sulla rata di saldo costituisce certamente un presidio importante a tutela dell’interesse pubblico nella fase conclusiva degli appalti.
L’esperienza applicativa ha però evidenziato come la sua disciplina possa produrre effetti non sempre pienamente coerenti con gli obiettivi di tempestività dei pagamenti e di efficienza complessiva del sistema perseguiti dal D.Lgs. n. 36/2023.
I più recenti orientamenti interpretativi sembrano muoversi verso una lettura maggiormente ancorata alla concreta permanenza del rischio che giustifica la garanzia.
Resta quindi aperto il tema dell’equilibrio tra l’esigenza di tutelare la stazione appaltante e quella di evitare che la fase finale dell’appalto si trasformi in un ulteriore fattore di tensione finanziaria per gli operatori economici.
Un’eventuale evoluzione normativa che consenta di modulare maggiormente l’istituto in funzione del rischio effettivamente residuo apparirebbe coerente con l’impianto del D.Lgs. n. 36/2023, che valorizza i principi di risultato, fiducia, proporzionalità e buona fede quali elementi centrali del nuovo equilibrio tra amministrazione e operatore economico.
FONTI Andrea Pio Concettini “LavoriPubblici.it”
