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Salta il decreto sul commissario unico per le opere Anas già commissariate

Rinviato l’esame in Consiglio dei ministri del Dl per affidare all’ad Gemme tutti i poteri

 

Era iscritto come primo punto all’ordine del giorno del preconsiglio di ieri, ma non è arrivato sul tavolo di Palazzo Chigi. Il decreto sulle disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari di Anas si è fermato prima, incagliato, dicono fonti vicine al dossier, in uno scontro di merito ma anche politico. Sullo sfondo, perplessità trasversali sull’accentramento di poteri nelle mani di un solo commissario, individuato nell’ad della società Claudio Andrea Gemme, figura considerata molto vicina al ministro Salvini. Fdi, di contro, spingerebbe per Massimo Sessa, presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici. Inoltre il treno del decreto-legge viene considerato da alcuni sproporzionato: per gli alleati di governo la partita non avrebbe i connotati dell’urgenza. Se ne riparlerà quindi in una prossima riunione del Cdm che dovrà vagliare forse già entro questo mese -i più cauti frenano – anche l’avvio della Rosco di ferrovie e lo scorporo di Anas da Fs. Ma intanto l’opposizione va all’attacco e in una nota a firma dei dem Andrea Casu e Marco Simiani, parla di «commissariamento» di Salvini da parte della premier.

Il testo, come emerge dalla relazione illustrativa, ridisegna in modo profondo la governance delle opere commissariate Anas. Il cuore della norma è il subentro automatico dell’ad di Anas agli attuali commissari straordinari, una dozzina, nominati negli anni scorsi per singoli interventi sulla rete stradale di interesse nazionale. Un passaggio secco, con effetto immediato dalla data di entrata in vigore del decreto, che avrebbe fatto cessare le funzioni dei commissari in carica limitatamente alle opere interessate. Al commissario subentrante, spiega la relazione illustrativa, sarebbero stati attribuiti «tutti i poteri già riconosciuti ai commissari straordinari», inclusi quelli di stazione appaltante e la possibilità di operare «in deroga alle disposizioni ordinarie in materia di contratti pubblici», pur nel rispetto dei principi del codice, della normativa antimafia e dei vincoli derivanti dall’ordinamento europeo. Una scelta motivata dall’esigenza di superare «le criticità operative riscontrate nella realizzazione degli interventi commissariati», che hanno prodotto «ritardi e disomogeneità procedurali» lungo la rete.

Il perimetro delle deroghe è di tutto rispetto. Il testo richiama la possibilità di adottare ordinanze per le occupazioni d’urgenza, accelerare le procedure espropriative, procedere alla redazione dello stato di consistenza e all’immissione in possesso dei suoli «prescindendo da ogni altro adempimento», anche con la sola presenza di un rappresentante della Regione o degli enti territoriali interessati. Strumenti pensati, si legge, per «assicurare la tempestiva esecuzione degli interventi» e ridurre i tempi di avvio dei cantieri. Perché a questo punta la norma e nemmeno velatamente: «La proposta – si legge nella relazione – mira ad accelerare la realizzazione di alcuni interventi già commissariati di Anas» attraverso i referenti territoriali. In altre parole, accelerare sul completamento delle opere nei cantieri ancora aperti soprattutto in vista dei Giochi Milano Cortina per i quali è già scattato il countdown più stringente. Il provvedimento infine salva i rapporti giuridici intercorsi e dispone la gratuità degli incarichi.

 

 

 

FONTI     Flavia Landolfi       “Enti Locali & Edilizia”

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