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Sicurezza sul lavoro: in arrivo altri 650 milioni, parti sociali convocate per il decreto

L’annuncio della premier dopo il Cdm: la dote si aggiunge ai 600 milioni già disponibili dei bandi Inail destinati a cofinanziare gli investimenti delle imprese

 

In arrivo altri 650 milioni per finanziare nuovi interventi di sicurezza nei luoghi di lavoro. La dote si aggiunge ai 600 milioni già disponibili dei bandi Inail destinati a cofinanziare gli investimenti delle imprese. Ad annunciarlo è il premier Giorgia Meloni, in un video divulgato al termine del Cdm di ieri. Le misure confluiranno in un provvedimento, probabilmente un decreto, da definire dopo il confronto con le parti sociali, convocate l’8 maggio a Palazzo Chigi.

«Mettiamo in campo nuove misure che portano a oltre 1,2 miliardi le risorse disponibili per migliorare la sicurezza sui posti di lavoro», ha detto il presidente del consiglio. Che ha aggiunto: «Dedichiamo la festa dei lavoratori a questo tema e ci impegniamo a fare ancora di più. Vogliamo condividere le misure con le parti sociali per raccogliere anche i loro suggerimenti e rafforzare le misure previste». Il Consiglio dei ministri non ha optato per il varo di un decreto perché l’auspicio del premier è che «si possa dar vita a un’alleanza tra istituzioni, sindacati, associazioni datoriali per mettere la sicurezza sul lavoro in cima alle priorità».

Quanto alle polemiche sulle retribuzioni dei lavoratori al palo, il premier rivendica l’azione dell’esecutivo: «Tra il 2013 e il 2022, con i precedenti governi, nel resto d’Europa il potere d’acquisto dei salari aumentava del 2,5%, mentre in Italia diminuiva del 2%. Da ottobre 2023 la tendenza è cambiata e le famiglie stanno progressivamente recuperando il loro potere d’acquisto con una dinamica dei salari che è migliore e non peggiore rispetto a quella del resto d’Europa». I rinnovi contrattuali dalla fine del 2023 hanno dato una spinta importante al recupero salariale, anche se l’Istat certifica che le retribuzioni reali di marzo sono inferiori di 8 punti percentuali rispetto a gennaio 2021.

In vista dell’incontro con le parti sociali, proseguirà l’istruttoria tecnica sui 650 milioni da mettere a disposizione delle nuove misure la sicurezza sul lavoro. La Ragioneria generale dello Stato avrebbe già messo in guardia su possibili ricadute sul deficit. Anche per questo l’intenzione è quella di attingere alle somme non spese dall’Inail. Il governo pensa di rafforzare il meccanismo di “bonus malus” premiando le imprese più virtuose. «Vogliamo potenziare il sistema di incentivi e disincentivi per le imprese in base alla loro condotta in materia di sicurezza con particolare attenzione al mondo agricolo», ha detto il premier. Il ministero della Giustizia valuta il riconoscimento di un trattamento di favore alle imprese virtuose che in caso di incidenti risponderanno solo di colpa grave.

A fornire dettagli sulle misure in cantiere è stato il ministro del Lavoro, Marina Calderone: «Intendiamo premiare la virtuosità delle aziende, i 600 milioni destinati dal bilancio Inail al finanziamento del bando Isi servono a implementare le procedure su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Le aziende che investono oltre i meri adempimenti del Testo Unico del 2008 avranno un vantaggio nei contributi da versare ad Inail». I casi mortali di infortunio denunciati all’Inail nel 2024 segnano il +4,7% sul 2023, da 1.029 a 1.077. A crescere sono soprattutto quelli “in itinere” (da 239 a 280), mentre quelli in occasione di lavoro sono 7 in più (da 790 a 797). «Dobbiamo intervenire sugli infortuni in itinere che aumentano, implementando la formazione nella sicurezza stradale per i lavoratori», ha detto Calderone. Un’altra priorità riguarda una misura approvata con il decreto del 1 maggio del 2023, che estende la tutela assicurativa Inail a personale scolastico e non, compresi gli studenti: «Questa copertura diventa strutturale – ha evidenziato il ministro -. Vogliamo che i luoghi di formazione siano sicuri». Critico il leader della Cgil, Maurizio Landini: «Il governo annuncia nuove risorse ma sono i soldi dell’Inail, non cifre aggiuntive».

 

 

 

FONTI      Giorgio Pogliotti e Marco Rogari       “Enti Locali & Edilizia”

Categorized: News