La risposta a un quesito di una stazione appaltante: il principio resta valido anche in tempo di semplificazioni
Nelle procedure negoziate sottosoglia il principio di rotazione, che obbliga le stazioni appaltanti a non affidare le commesse sempre agli stessi soggetti, si applica non solo ai vincitori degli appalti in uscita, ma anche alle imprese invitate alle selezioni precedenti. A ribadire il principio, segnalando che l’obbligo non risulta derogato neppure dal decreto Semplificazioni, è il ministero delle Infrastrutture rispondendo a un quesito posto da una stazione appaltante.
Secondo l’ente che chiede il parere del ministero «non sarebbe illogico invitare, ad una nuova gara relativa alla medesima tipologia di acquisto di beni, servizi o lavori, gli operatori economici partecipanti ma risultati non aggiudicatari di quella precedente». Superando, in questo modo, la «visione più restrittiva» del principio di rotazione, argomenta l’ente si potrebbe dare alle imprese «una nuova opportunità di potersi aggiudicare una nuova commessa e verrebbero in un certo senso gratificati dall’aver impiegato tempo e studi oltre che risorse economiche nell’aver formulato offerta relativamente alla ricerca di mercato non aggiudicata».
Il ragionamento non passa l’esame eseguito dai tecnici del ministero analizzando le norme di riferimento. Perché «il rispetto del principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti» è imposto in prima battuta dal codice appalti (articolo 36, comma 1) «in modo di assicurare l’effettiva possibilità di partecipazione delle microimprese, piccole e medie imprese». Il ministero osserva che « la rotazione anche “negli inviti”» è volta «a garantire la “distribuzione temporale delle opportunità” agli operatori economici fisiologicamente operanti nel settore di riferimento» ed è confermata «sia dall’Anac nelle linee guida 4 che dalla giurisprudenza sul punto».
Da Porta Pia sottolineano che «l’applicazione di tale principio, peraltro, non è derogata nemmeno dalla L. 120/2020», cioè dal decreto Semplificazioni convertito in legge. Dunque anche in tempo di semplificazioni, il Governo ha deciso di non inserire deroghe all’obbligo di far ruotare quanto più possibile le Pmi interessate agli appalti locali. Resta il fatto che l’obbligo non è però inderogabile da parte delle Pa «posto che può essere disatteso previa idonea motivazione legata al caso concreto ovvero laddove la Sa “in caso di indagini di mercato o consultazione di elenchi, non operi alcuna limitazione in ordine al numero di operatori economici tra i quali effettuare la selezione” (cfr. linee guida n. 4.)»
Nel parere si ricorda infine che « la stazione appaltante, tramite la previa adozione di apposito regolamento, può disciplinare nel dettaglio l’applicazione del principio di rotazione distinguendo l’applicazione del principio per fasce di importo, categorie».
Link utili
La risposta al quesito fornita dal Ministero delle Infrastrutture
FONTI : Mauro Salerno “Edilizia e Territorio”
