Siteb: ridotto il gap rispetto alla media degli altri Paesi europei, ma norme e burocrazia frenano un riutilizzo maggiore
Prosegue la crescita delle attività di riciclo delle strade, grazie all’impiego del fresato d’asfalto (materiale ottenuto dalla rimozione delle pavimentazioni stradali) che consolida in Italia un tasso di recupero al 60%. Grazie a queste attività lo scorso anno si è evitato di utilizzare 10 milioni di tonnellate di inerti e oltre 420mila tonnellate di bitume. Si assottiglia il gap rispetto agli altri Paesi europei che in media recuperano circa il 68% del fresato. Lo segnala il Siteb (Associazione strade italiane e bitumi) in un report sul riciclo delle pavimentazioni stradali in Italia e nei principali Paesi Europei (fonte Eapa).
L’Italia negli ultimi anni ha ridotto il gap rispetto agli altri Paesi europei, come Germania (85% di riciclo di fresato), Francia (77%), e Spagna (61%), che registrano percentuali di riciclo ancora superiori a quella del nostro Paese. Del restante 40% di fresato solo una minima parte vie recuperata nella produzione di aggregati riciclati o nel conglomerato bituminoso (asfalto) a freddo, la maggior parte resta a deposito in attesa di utilizzo.
«L’utilizzo del fresato è oggi ancora fortemente limitato da una normativa nazionale farraginosa, dalla burocrazia che ne ostacola il recupero e da una ritrosia culturale che spinge gran parte delle stazioni appaltanti, in fase di definizione del capitolato di gara, a non prevederne un adeguato utilizzo -commenta il presidente del Siteb Alessandro Pesaresi -. Un contributo a superare questi limiti potrebbe arrivare da alcuni interventi sull’attuale impianto normativo e in particolare: dall’innalzamento dell’utilizzo del fresato oltre il limite oggi previsto di 50.000 tonnellate/anno per tutti gli impianti d’asfalto con autorizzazione semplificata; dall’innalzamento dei limiti relativi allo stoccaggio; dalla semplificazione delle procedure di recupero in situ (stabilizzazioni); dall’incremento della quota di utilizzo nella produzione di aggregati riciclati».
FONTI Mau.s. “Enti Locali & Edilizia”
