Skip to content
Close
Hit enter to search or ESC to close

Strade, nuovo allarme caro-bitume: costi su fino all’80% (ma il fatturato tiene)

Siteb: tra gennaio e agosto il prezzo del bitume è aumentato di oltre il 50%, con energia e gas il conto arriva a +80%. A luglio vendite a +4,6% e attesa per una chiusura positiva. In Italia 3mila imprese stradali contro 300-350 in media in Europa

 

Il nuovo caro-materiali torna a colpire le imprese delle costruzioni stradali, con una dinamica sui costi che, per il bitume e l’energia, supera persino quella registrata nel 2022 dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Ma, almeno per ora, il mercato continua a reggere. È la fotografia tracciata da Stefano Ravaioli, direttore generale del Siteb, l’associazione che rappresenta la filiera delle strade e dei bitumi, alla presentazione di Asphaltica 2026.

Nei primi otto mesi dell’anno il prezzo del bitume è passato mediamente da circa 420 a oltre 600 euro a tonnellata, con rincari che hanno raggiunto e in molti casi superato il 50%. A questo si somma l’aumento dei costi dell’energia e del gas metano necessari alla produzione del conglomerato bituminoso, portando l’incremento complessivo dei costi vicino all’80%. La situazione petrolifera «è gravissima» e per questo l’associazione rinnova l’invito al Governo a trovare delle soluzioni concrete e immediate. «Stiamo lavorando su questo, abbiamo scritto ai ministri, abbiamo scritto al Governo, stiamo cercando di fare rete con le associazioni più forti, come Confindustria e Ance», ha detto Ravaioli. E non basata il meccanismo di revisione dei prezzi messo in campo dal nuovo codice appalti: «Consente un recupero del 2-3% quando in realtà abbiamo aumenti dell’80%». La clausola, gestita tramite l’indice Istat Tol («Tipologie omogenee di lavorazioni») dedicato ai conglomerati bituminosi, è «un’altra di quelle cose che dobbiamo cercare di portare avanti», ha aggiunto, ribadendo la necessità di un confronto con Istat e ministeri.

Siteb ha già scritto due volte al Governo: a marzo, chiedendo al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini un contributo straordinario legato all’emergenza energetica, e a maggio, con un nuovo allarme sui cantieri stradali e la richiesta di misure urgenti. «Le imprese non possono lavorare sotto costo e le amministrazioni rischiano di non avere quello che è necessario per sostenere economicamente gli interventi programmati, con ricadute su manutenzione e sicurezza stradale», attacca Ravaioli.

Una pressione che si innesta su un comparto chiamato a garantire la manutenzione di una rete stradale imponente e fortemente frammentata. Basandosi sui dati resi disponibili dalle mappe satellitari, Siteb stima in circa 837mila chilometri l’estensione complessiva della rete italiana, includendo strade statali, regionali, provinciali, comunali e vicinali. Il dato comprende però anche la rete non asfaltata: i chilometri effettivamente pavimentati sono una quota sensibilmente inferiore (500mila circa).

La rete gestita direttamente da Anas vale circa 32mila chilometri, mentre quella autostradale affidata alle concessionarie si aggira sui 7mila chilometri. La parte largamente prevalente della rete resta dunque affidata a Regioni, Province e soprattutto Comuni. Un assetto che rende centrale la capacità delle amministrazioni locali di programmare e affidare gli interventi di manutenzione.

È qui che emerge anche il problema della capacità amministrativa. In Italia ci sono 110 Province e 7.896 Comuni, circa il 70% dei quali ha meno di 5mila abitanti. Nei piccoli enti le strutture tecniche possono essere estremamente ridotte, con un unico tecnico chiamato a occuparsi contemporaneamente di strade, edilizia, servizi e altre competenze. Una condizione che rende più difficile governare una materia sempre più specialistica, dalla progettazione alla manutenzione fino al controllo dei materiali.

Sul fronte industriale operano circa 430 impianti di produzione di conglomerato bituminoso, con una produzione media attuale di circa 34 milioni di tonnellate. Un livello ancora distante dai 40-45 milioni di tonnellate annue che caratterizzavano il mercato nella prima parte degli anni Duemila e che, secondo il Siteb, rappresentavano un indicatore della maggiore intensità degli interventi di manutenzione.

Quanto alla struttura imprenditoriale, in Italia operano circa 3mila imprese di costruzione stradale, in larga prevalenza piccole e medie aziende, spesso a carattere familiare. Negli altri principali mercati europei, ha sottolineato Ravaioli, la consistenza media del comparto si colloca invece intorno alle 300-350 imprese. Una frammentazione che può rappresentare una risorsa per il territorio, ma che pone problemi di capacità industriale quando si passa dalla manutenzione ordinaria alla realizzazione delle grandi opere.

Nonostante il quadro dei costi, il mercato mostra comunque segnali di tenuta. Le vendite di bitume risultavano in crescita del 4,6% a luglio e il Siteb prevede una chiusura dell’anno positiva. «I dati confermano la tenuta del comparto», ha osservato Ravaioli, sottolineando come il settore continui a muoversi verso la crescita pur in una fase caratterizzata da forti tensioni sui prezzi e dalle incognite legate all’andamento del petrolio.

Il tema dei costi torna così a incrociarsi con quello della programmazione degli investimenti. La continuità della manutenzione resta decisiva per evitare che il degrado si trasformi in interventi più costosi e complessi. Ed è proprio sulla capacità di programmare, innovare e intervenire prima dell’emergenza che si concentrerà il confronto ad Asphaltica.

La manifestazione, organizzata da BolognaFiere in collaborazione con Siteb, è in programma dal 7 al 10 ottobre. L’edizione 2026 conta 140 espositori, 18 dei quali provenienti da sette Paesi, oltre 8mila operatori attesi e 9.800 metri quadrati di superficie espositiva, in crescita rispetto ai 7.300 metri quadrati del 2024. Il programma prevede 40 convegni e workshop e tre Agorà Siteb dedicate a investimenti e manutenzione, smart road, sostenibilità ed Esg, oltre al nuovo «Cantiere Sostenibile», dedicato alle tecnologie per la riqualificazione stradale, al riciclo e ai Cam Strade. Nel 2027 la manifestazione proseguirà con Asphaltica World, in programma a Roma il 20 e 21 ottobre.

 

 

 

FONTI         Mauro Salerno       “Edilizia & Territorio”

Categorized: News

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *