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Strade e ferrovie, 2,5 miliardi di investimenti a sorpresa che hanno spiazzato i conti

Dai partenariati 1,3 miliardi più del previsto, 700 milioni dai bilanci di Anas e Fs

 

Ieri mattina la Gran Bretagna ha annunciato che a maggio il deficit ha sforato di 8,1 miliardi di sterline (9,4 miliardi di euro) le stime formulate dal Governo solo due mesi prima. Qualche giorno fa il ministro delle Finanze francese ha spiegato che il disavanzo al 5,1%, previsto dai documenti ufficiali di finanza pubblica, «non è più un’opzione» raggiungibile, perché a consuntivo andrà segnato almeno un 5,4%. Il 3,1% confermato ieri dall’Istat per il 2025 è invece inferiore di due decimali rispetto ai calcoli iniziali del Governo: ma ha scatenato una tempesta.

Miracoli di un dibattito politico percorso da un’enfasi alimentata da ambienti dello stesso Governo, che ha gonfiato di attese un ricalcolo su cui non aveva un controllo diretto caricando la molla da cui è partito il boomerang. «Non è una decisione che prendiamo noi, la prende l’Istat», aveva avvertito ancora pochi giorni fa il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Non è bastato. Molti occhi si sono concentrati così sui dettagli di un passaggio contabile che in genere vivacchia quieto lontano dai riflettori. E si sono messi a vivisezionare le cifre. La più sorprendente è offerta dai 2,488 miliardi di spese aggiuntive per investimenti spuntati fra aprile e ottobre.

Non è il Superbonus, che aveva già dispiegato tutta la propria capacità di stupire in primavera, quando aveva rilevato che la sua coda dell’anno scorso pesava per 8,1 miliardi invece dei circa 2 miliardi previsti dal Governo. In questa sorta di lucidità terminale l’agevolazione nascondeva frodi per almeno 4 miliardi, contestati dall’amministrazione finanziaria: ma circa il 20% di questi falsi crediti d’imposta (800 milioni) non è riuscito a influire sul dato rivisto ieri per varie ragioni, legate anche alla tempistica delle contestazioni.

Ma in quella gobba di spesa c’è di più. Ci sono, secondo le ricostruzioni elaborate a Via XX Settembre nelle fasi finali del tira e molla sui decimali, circa 700 milioni di spese realizzate da Anas e Ferrovie, che non erano state preventivate in tempo utile. Qualche disallineamento fra le previsioni e la vita reale della cassa è fisiologico, e in tempi normali non fa notizia. Ma a conti pubblici che da mesi ballano, in pubblico, sul filo del secondo decimale dopo la virgola un raccordo più tempestivo non avrebbe certo fatto male.

Più complessa è la questione dei partenariati pubblico-privato (PPP), che secondo le ricostruzioni avrebbero depositato circa 1,3 miliardi sull’altare del deficit su cui è inciampata l’uscita dalla procedura europea. partenariati regolano i rapporti fra lo Stato o gli enti territoriali e i privati a queste affidano la costruzione o la gestione di opere pubbliche, come il termovalorizzatore di Roma, le linee 4 e 5 della metropolitana a Milano e vari ospedali in giro per l’Italia.

Lo snodo più delicato, al centro anche di una ricca giurisprudenza italiana è comunitaria, è nella distribuzione dei rischi operativi fra soggetti pubblici e privati. In una sintesi brutale, quando il rischio è integralmente a carico del privato e il finanziamento pubblico è limitato, il PPP è «off-balance» e la sua spesa non incide su deficit e debito; altrimenti è «on-balance», e si fa sentire sui saldi di finanza pubblica. Ma questi confini non sono sempre tracciabili con precisione all’inizio: e se un partenariato prima «off» viene riclassificato come «on-balance», il disavanzo cresce.

Senza questi 2,488 miliardi extra, il deficit non sarebbe arrivato al 3,06% del Pil ma si sarebbe fermato al 2,95%, cambiando drasticamente la scena. I suoi riflettori avrebbero quindi illuminato l’ennesima revisione al rialzo del Pil, cresciuto dell’1,1% nel 2024 (e non dello 0,8% calcolato finora) e dello 0,6% (invece dello 0,5%) l’anno scorso, che ha limato la pressione fiscale al 42,9% (era data al 43,1%) e il debito al 136,7% dal 137,1% del prodotto. Tutte buone notizie: travolte da un decimale.

 

 

FONTI        Gianni Trovati         “Edilizia & Territorio”

Categorized: News

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