La Stretto di Messina spa ha approvato il Pef e i contratti aggiornati. Il ministro delle Infrastrutture: «Lavori in corso da settembre»
Scalda i motori in attesa del semaforo verde del Cipess, atteso la prossima settimana, il progetto del Ponte sullo Stretto, l’opera che tra stop and go anima i dibattiti politici da più di venti anni. «Stiamo portando avanti da due anni e mezzo un lavoro che l’Italia attende da secoli – esulta il ministro Salvini entrando nella sede della Stretto di Messina spa dove è atteso per il cda preparatorio al Cipess -. E siamo dopo due anni e mezzo di lavoro ad un ottimo punto, non di arrivo ma di partenza». Il ministro scandisce il fitto cronoprogramma che nelle prossime settimane porterà il progetto definitivo sui tavoli degli apparati tecnici per l’ultimo step, quello finale prima dell’avvio dei cantieri. E quindi il dossier è atteso innanzitutto «in pre Cipess questa settimana, al Cipess la settimana prossima e poi aspettiamo la validazione della Corte dei conti» per arrivare poi all’«apertura dei cantieri entro l’estate» con «i lavori in corso da settembre», spiega il vicepremier e leader del Carroccio.
Ma è sul tavolo del cda del committente, la Stretto di Messina Spa, che ieri si è giocato un passaggio cruciale per l’opera, con l’approvazione dei cosiddetti atti aggiuntivi ai contratti caducati e del Pef, il piano economico finanziario, spina dorsale dell’opera. Si tratta dell’aggiornamento degli accordi con le imprese – il Contraente generale Eurolink, il Project Management Consultant Parsons Transportation Group, il monitore ambientale Edison Next Environment e il Broker assicurativo Marsh – cancellati nel 2013 e che nel decreto 35/2023 erano stati messi in stand by in attesa appunto dell’ultimo passaggio, l’approvazione del progetto definitivo da parte del Cipess. I contratti scatteranno in quel momento e contestualmente le imprese interessate faranno marcia indietro sulle azioni legali che valgono più di un miliardo di euro. «Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera del Cipess – ha detto l’ad di Stretto di Messina Pietro Ciucci – che dovrebbe avvenire entro la fine dell’estate, dopo la registrazione della Corte dei conti, la delibera sarà efficace e si entrerà nella fase realizzativa. Sarà avviata la progettazione esecutiva per fasi costruttive e la realizzazione del Programma delle Opere Anticipate». Ovvero le operazioni propedeutiche alla cantierizzazione. Il Cipess si pronuncerà anche sulla dichiarazione di pubblica utilità che metterà in moto la macchina degli espropri «con la massima attenzione nei confronti degli espropriandi», aggiunge Ciucci.
Tra gli atti approvati ieri dal consiglio di amministrazione e sempre in linea con le prescrizioni del Dl 35 c’è anche «l’atto aggiuntivo alla Convenzione con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con allegato il piano economico finanziario». Ma la Stretto di Messina ci tiene a sottolineare che il passaggio in cda dell’aggiornamento dei contratti non farà lievitare i conti e che «il valore aggiornato dell’investimento, a valle della definizione degli atti aggiuntivi con tutti i diversi affidatari, resta confermato a 13,5 miliardi, interamente coperti dalla Legge di Bilancio 2025 e dall’aumento di capitale della Stretto di Messina sottoscritto nel 2023». L’approvazione degli atti in vista del Cipess fa seguito a un altro passaggio, il via libera, il 17 luglio scorso, all’accordo di programma tra il Miti, il Mef, la Regione Siciliana e la Regione Calabria, Rfi, Anas e Società Stretto di Messina: il documento ha definito gli impegni tecnici e finanziari nella realizzazione e gestione dell’opera e delle opere connesse.
FONTI Flavia Landolfi “Enti Locali & Edilizia”
