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Correttivo, Anac chiede più concorrenza e il rispristino del rating di impresa

Al via le audizioni in Parlamento. Dai costruttori dell’Ance richieste su revisione prezzi e soglia per le gare a 2-3 milioni

Non è andata giù all’Autorità Anticorruzione la cancellazione improvvisa del rating di impresa, assente nelle bozza entrata in Consiglio dei ministri il 21 ottobre e arrivata solo con l’ultima versione del Correttivo appalti. Tramite il presidente Giuseppe Busìa, ascoltato oggi in audizione al Senato, in vista del parere richiesto al Parlamento sullo schema di decreto governativo, l’Anac ha chiesto di ripristinare il sistema di valutazione della reputazione delle imprese. L’Autorità, sia pur tra le difficoltà legate alla necessità di individuare degli indici oggettivi, stava già lavorando alla messa a punto del rating. «Semplifichiamo, ma salviamo il rating di impresa» ha detto Busìa. «Applichiamolo anche in maniera graduale – ha aggiunto – ma è essenziale avere una forma di valutazione reputazionale degli operatori economici, così come dall’altra parte è stata istituita la qualificazione delle stazioni appaltanti».

Nel suo intervento, Busìa ha sottolineato la «proficua collaborazione» avuta con gli uffici legislativi del ministero delle Infrastrutture nel corso della messa a punto del decreto. Ma non ha mancato di puntualizzare alcune carenze del provvedimento. Tra queste, «l’assenza di interventi a favore dell’aumento della concorrenza», che pure l’Autorità aveva più volte segnalato. Per Busìa «il problema in questo momento è meno avvertito grazie all’iniezione di risorse garantita dal Pnrr», ma arriveranno momenti di vacche meno grasse in cui le esigenze di trasparenza da parte delle imprese non tarderanno a farsi sentire.

E in realtà già si sentono. Come dimostra l’intervento in audizione dei rappresentati dell’Associazione nazionale costruttori. Molte le segnalazioni dell’Ance sugli aspetti trattati (o non trattati) dal Correttivo con riflessi diretti sul mercato. La sottolineatura principale ha riguardato la necessità di abbassare le soglie per la procedura negoziata senza bando ora consentita fino alla soglia Ue di 5,538 milioni. Sul punto al proposta dell’Ance è di individuare un livello intermedio, di circa 2-3 milioni, a partire dal quale bisogna far scattare l’obbligo di gara. Focus anche sulla revisione prezzi che il Correttivo permette solo nella misura dell’80% degli aumenti e con una franchigia del 5% a carico delle imprese. Limitazioni, hanno sottolineato i costruttori, che non esistono in nessun altro paese al di fuori dell’Italia.

 

 

FONTI       Mauro Salerno      “Enti Locali & Edilizia”

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