Brancaccio (Ance): «La questione è pericolosa, lo dimostra la levata di scudi di questi giorni»
Mentre gli occhi sono puntati sul Parlamento dove è atteso il parere sul correttivo del Codice appalti, sono arrivate le osservazioni della Conferenza unificata che il 3 dicembre ha dato parere favorevole ma condizionato al testo della nuova norma che modifica il testo base approvato l’anno scorso. Tra le osservazioni ce n’è per tutti i gusti. In prima linea la questione della contrattazione collettiva, uno dei temi caldissimi al centro del dibattito delle ultime settimane e che in Conferenza unificata trova spazio tra le proposte emendative prioritarie.
La preoccupazione verte sull’allegato 1, articolo 2 e in particolare sulla «necessità di presidiare con norme più stringenti la tutela dei lavoratori impiegati negli appalti pubblici, ma allo stesso tempo è necessario evitare che queste norme possano costituire presupposto per nuovi contenziosi andando oltre lo spirito e le finalità per cui sono introdotte».
Il parere chiede quindi al ministero delle Infrastrutture di integrare la norma prevedendo l’istituzione con l’aiuto del Cnel di un Osservatorio per l’individuazione dei contratti collettivi nazionali o territoriali a titolo di «supporto qualificato alle stazioni appaltanti e agli enti concedenti nella complessa fase di individuazione del contratto collettivo e della verifica delle equivalenze». Si dovrebbe poi prevedere che «in caso di mancata equivalenza, l’offerta è esclusa e l’amministrazione procede ad individuare un nuovo aggiudicatario sulla base della graduatoria».
Ma intanto la temperatura a casa dei costruttori cresce. «La questione dell’equivalenza nei contratti è pericolosa – dice Federica Brancaccio, presidente Ance -. Lo dimostra la levata di scudi di questi giorni in cui parti datoriali, sindacati e Confindustria hanno sollevato più di una perplessità in merito al superamento del sistema bilaterale: per noi è qualcosa di ambiguo e quindi di pericoloso».
L’associazione nazionale dei costruttori che ieri ha organizzato una giornata di studio a Roma mettendo intorno a un tavolo esponenti del governo è tornata a battere sulla questione della revisione prezzi. Ma gli spiragli sembrano strettissimi. Elena Griglio, a capo del legislativo del ministero delle Infrastrutture, ha aperto a una proroga del decreto aiuti, in scadenza a fine anno, ma comunque sotto il segno di «un esaurimento di questa misura che ha funzionato con molti ritardi» mentre sul fronte del meccanismo del 5% di alea e dell’80% di ristoro solo sull’eccedenza della maggiorazione «bisogna fare riferimento alla relazione tecnica del decreto legislativo che ha riscritto il Codice dei contratti pubblici». In sostanza, ha detto, «bisognerà fare stime di calcolo per capire quali sono le soglie sostenibili». Quelle, cioè, a prova di ministero dell’Economia.
FONTI F.La. “Enti Locali & Edilizia”
