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Polizze calamità, definiti i criteri sul valore dei beni

Riprende l’iter alla Camera per la conversione in legge del decreto approvato dall’Esecutivo alla fine di marzo

 

Riprende l’iter alla Camera per la conversione in legge del decreto sulle polizze catastrofali approvato dall’Esecutivo alla fine di marzo. Dopo il periodo di sospensione dell’attività per i funerali del Pontefice, ieri presso la commissione Ambiente della Camera è ripresa l’attività con la presentazione di un nuovo emendamento da parte del relatore Andrea Barabotti, deputato della Lega.

Nel testo si prevede la seguente specificazione: «Per la determinazione del valore dei beni da assicurare si considera il valore della ricostruzione a nuovo dell’immobile, ovvero il costo di rimpiazzo dei beni mobili, ovvero il ripristino delle condizioni del terreno interessato dall’evento calamitoso». Il motivo della scelta di precisare attraverso legge questo aspetto non è molto chiaro: né il decreto di fine marzo né la legge originaria di fine 2023 entrano nel dettaglio sulla tipologia di criteri da utilizzare per calcolare il valore del bene da assicurare.

Con l’emendamento in qualche modo si irrigidisce, dentro un contesto normativo, delle prassi peraltro già esistenti, ma che normalmente sono lasciate alla dimensione delle regole contrattuali. L’obiettivo potrebbe sembrare quello di lasciare maggiore flessibilità, magari contenendo l’ammontare da assicurare per ridurre il costo del premio. Nei fatti, però, il dubbio è che alla fine possa non avere alcun effetto o, peggio, ottenere l’effetto contrario. In ogni caso questo tema non rientra tra gli aspetti da chiarire ritenuti più importanti dalle imprese. In cima alla lista c’è sicuramente la questione degli affitti, e cioè come si deve regolare l’imprenditore che utilizza per la sua attività impianti e immobili in locazione.

Secondo alcune interpretazioni anche lui ha l’obbligo di assicurare immobili e impianti, anche se non sono suoi, ma non ci sarebbe unanimità di interpretazione delle leggi per arrivare a questa conclusione. Nuovi emendamenti da parte del relatore sarebbero in arrivo su questo aspetto, così come sulla questione degli immobili che presentano abusi edilizi e che, per questo motivo, la norma esclude dalla possibilità di stipulare una copertura assicurativa. A fine giugno scade la proroga concessa alle imprese di grandi dimensioni: se non si assicurano entro quella data viene loro precluso l’accesso agli incentivi pubblici. Anche su quali siano gli incentivi che le aziende rischiano di perdere c’è la richiesta di maggiore chiarezza.

Nel frattempo, proprio nei giorni scorsi, è stato trasmesso alle Camere per i pareri il decreto legislativo sul Codice degli incentivi. L’approvazione di questo provvedimento incide sulla questione delle polizze catastrofali perché definisce un po’ più in dettaglio a quali incentivi le imprese rischiano di non poter più accedere se non ottemperano all’obbligo della copertura assicurativa.

 

 

 

FONTI     L. Ser        “Enti Locali & Edilizia” 

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