Skip to content
Close
Hit enter to search or ESC to close

Caro materiali, rischia l’annullamento il bando pubblicato in ritardo con il vecchio prezzario

Il Tar Abruzzo concede la sospensiva all’Ance L’Aquila che aveva impugnato il bando di un comune pubblicato a distanza di anni dall’ok al progetto esecutivo con i prezzi non aggiornati

 

Non è ancora una vittoria ufficiale ma l’esito appare scontato. Stiamo parlando del ricorso al Tar Abruzzo promosso dall’Ance L’Aquila insieme con alcune imprese contro un comune che ha pubblicato un bando per la demo-ricostruzione post sisma di una scuola con valori calcolati su un prezzario non aggiornato. Il motivo alla base della controversia sta nel lungo tempo che separa l’approvazione del quadro economico e il progetto posto a base di gara (giugno 2022) dall’effettiva pubblicazione del bando (maggio 2025). Un tempo che – sottolineano i ricorrenti – non solo va ben oltre i tre mesi previsti dal codice appalti per le procedure della ricostruzione post sisma ma, soprattutto, ha fatto decidere al comune di calcolare il valore in base al prezzario del 2022, precedente rispetto all’ultima revisione.

Bisogna attendere fino al prossimo autunno per conoscere l’esito – e le esatte motivazioni – della causa incardinata presso il Tar ma. da come è scritta l’ordinanza con la quale il giudice ha concesso la sospensione della procedura, si può ragionevolmente prevedere che le obiezioni dei costruttori sono fondate. «Rilevato che, ad una sommaria delibazione propria della fase cautelare, il proposto gravame appare suscettibile di accoglimento – si legge nell’ordinanza n.157/2025 del 10 luglio scorso – in quanto, pur dovendo trovare applicazione la disciplina speciale dettata per la ricostruzione post-sisma, si deve evidenziare che tra l’approvazione del quadro economico e la pubblicazione del bando di gara è trascorso un lasso temporale decisamente superiore rispetto a quello di tre mesi previsto dall’art. 17, comma 3-bis del Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) che trova applicazione anche alle opere soggette all’applicazione della disciplina post-sisma». «Pertanto – aggiungono i giudici – il Comune avrebbe dovuto aggiornare i prezzi al prezzario previsto per la ricostruzione attualmente in vigore». Udienza fissata all’8 ottobre prossimo.

 

 

 

FONTI    M.Fr.      “Enti Locali & Edilizia”

Categorized: News