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Fs, ricavi a 8,2 miliardi (+2%). Perdite ridotte a 89 milioni

 

A dirlo è la Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2025 approvata ieri dal Cda della holding guidata da Stefano Antonio Donnarumma

 

Ferrovie dello Stato chiude il primo semestre 2025 con ricavi operativi in aumento del 2% rispetto al primo semestre 2024, «investimenti record» in crescita del 15%, come sottolinea l’azienda, e 14 miliardi del Pnrr consuntivati. A dirlo è la Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2025 approvata ieri dal Cda della holding guidata da Stefano Antonio Donnarumma, che parla di «risultati in linea con gli obiettivi del Piano Strategico 2025-2029».

Il risultato netto di periodo è però in perdita con -89 milioni di euro: il dato registra una variazione positiva di 110 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso con un miglioramento del 55%, sottolinea il gruppo. Ma vediamo i numeri nel dettaglio. I ricavi operativi consolidati del Gruppo Fs salgono a 8,2 miliardi di euro, con una crescita di 188 milioni (+2%) rispetto allo stesso periodo del 2024. A trainare sono in particolare i ricavi da trasporto, che si attestano a 4,5 miliardi, in aumento di 159 milioni. Bene l’Alta velocità (+35 milioni), ma anche i servizi Intercity (+7milioni), regionali (+26 milioni) e la gomma (+81 milioni). Crescono anche i ricavi da trasporto merci che incassano altri 10 milioni.

Sul fronte infrastrutture, i ricavi arrivano a 2,4 miliardi di euro, spinti soprattutto dai corrispettivi legati alla circolazione stradale, in crescita di 225 milioni. Flette invece la voce “altri ricavi operativi”, che si ferma a 1,3 miliardi di euro, in calo rispetto allo scorso anno quando il gruppo aveva messo a segno la vendita dello scalo di Milano Farini e San Cristoforo quantificata in circa 390 milioni ma «compensato dall’incremento dei ricavi da contributi (+157 milioni di euro, di cui 145 milioni di euro stanziati a sostegno dell’infrastruttura ferroviaria) e da maggiori altri ricavi (+56 milioni di euro)», come spiega il Gruppo. Ma è il dato sugli investimenti a correre veloce: 8,5 miliardi di euro, in crescita del 15% rispetto al primo semestre 2024, di cui 7,5 miliardi destinati alle infrastrutture ferroviarie e stradali e il 98% della spesa concentrata sul territorio nazionale.

«Un programma infrastrutturale senza precedenti», come ha sottolineato Donnarumma che ha commentato anche l’avanzamento del Pnrr con il raggiungimento di «tutte le milestone europee previste per il periodo di riferimento e già consuntivato oltre 14 miliardi di euro, pari a circa il 56% delle risorse assegnate».

L’Ebitda a 991 milioni si riduce leggermente, attestandosi a 16 milioni in meno rispetto al primo semestre 2024 (-2%). Tuttavia, se si escludono gli effetti straordinari (tra cui Farini), l’indicatore mostra una crescita strutturale di 122 milioni di euro, pari a +14%. Anche la gestione finanziaria migliora, beneficiando dell’assenza dell’accantonamento da 153 milioni effettuato nel 2024 a seguito della sentenza del Consiglio di Stato su Ferrovie Sud Est. Infine, migliora anche la posizione finanziaria netta, che scende a 13 miliardi di euro, con un miglioramento di 500 milioni rispetto alla fine del 2024. Un segnale positivo che conferma il consolidamento finanziario del Gruppo, a fronte di una stagione di grandi cantieri e riforme in corso.

Sul fronte operativo, i costi salgono a 7,2 miliardi, +204 milioni (+3%) per effetto della crescita del costo del personale (+169 milioni). Incidono anche i maggiori costi per la gestione dell’infrastruttura stradale (+230 milioni) e l’incremento dei costi variabili legati all’offerta e alla manutenzione (+ 146 milioni), maggiori capitalizzazioni per lavori interni (-191 milioni).

 

 

 

FONTI     F.La.      “Enti Locali & Edilizia”

Categorized: News