Sviluppato in soli sei mesi dalla deep tech Generative Bionics, il robot Gene.01 integra Physical AI e una sofisticata “pelle” tattile. Partnership strategica con Fincantieri e round seed record da 70 milioni guidato da Cdp Venture Capital
La deep tech italiana Generative Bionics ha presentato ufficialmente Gene.01 un robot umanoide di nuova generazione basato sulla Physical AI (intelligenza artificiale fisica) e rivestito da una sofisticata pelle tattile. Progettato per operare a stretto contatto con gli operatori umani in contesti ad alta complessità, il robot trova la sua prima applicazione operativa sul campo grazie a una collaborazione strategica con Fincantieri focalizzata sulle attività di saldatura nei cantieri navali. «Gene.01 è un robot pensato come una piattaforma scalabile e personalizzabile su tre livelli: quello dell’AI, quello del design e quello delle estremità del robot, ossia mani e piedi», commenta Daniele Pucci, ceo di Generative Bionics.
Proprio i cantieri navali rappresentano da sempre uno degli ambienti produttivi più sfidanti per la robotica: geometrie variabili, spazi ristretti, lavorazioni gravose ed esigenze stringenti di sicurezza. L’intesa tra Generative Bionics e Fincantieri punta a trasformare i processi, introducendo Gene.01 come supporto collaborativo nelle mansioni di saldatura. L’accordo quadriennale prevede l’avvio dei primi test operativi entro fine anno presso lo stabilimento di Sestri Ponente, scelto come laboratorio d’innovazione per la validazione sul campo.
A differenza dei tradizionali sistemi robotici “rigidi” Gene.01 nasce con un approccio “umano” incentrato sulla collaborazione. «Crediamo che la Physical AI debba essere, fin dall’inizio, human-aware e orientata all’industria- continua Pucci -. In soli sei mesi il nostro team è passato dal concept a una piattaforma umanoide pienamente funzionale e sensorizzata. Il nostro obiettivo è amplificare le capacità delle persone attraverso robot in grado di percepire, sentire e apprendere dal mondo fisico». Un risultato raggiunto grazie alle competenze in capo all’azienda: su un organico di circa 100 specialisti quasi la metà possiede un dottorato di ricerca e vanta oltre 15 anni di sviluppi su piattaforme robotiche avanzate (quali iCub, iRonCub ed ergoCub) maturati presso l’Istituto Italiano di Tecnologia.
In dettaglio l’umanoide percepisce l’ambiente circostante attraverso una copertura sensoriale continua capace di rilevare simultaneamente tocco, prossimità, forza e temperatura. La pelle tattile consente al robot di anticipare la presenza dell’operatore umano e di reindirizzare la propria azione prima e durante il contatto. Inoltre, la sensibilità alla forza permette di trasferire al robot la giusta pressione o intensità necessaria per compiere un gesto – come la presa di un oggetto o la stesura di un cordone di saldatura. La piattaforma Gene.01 è stata concepita per servire da architettura base per una famiglia di robot specializzati in vari settori industriali: manifattura, logistica, ispezione di infrastrutture e sanità. La personalizzazione avviene agendo sul modello di Physical AI, sul design esterno e sulle estremità (mani e piedi), permettendo di produrre in serie il nucleo centrale del robot e adattarlo ai diversi contesti applicativi senza ripartire da zero.
Per garantire la piena conformità alla normativa europea Generative Bionics ha siglato una partnership strategica con la società tedesca Synapticon per sviluppare uno stack “sovrano” e protetto con assemblaggio finale, calibrazione e test di sicurezza. Sotto il profilo finanziario la crescita della società è supportata da un round di finanziamento seed da 70 milioni guidato da Cdp Venture Capital, con la partecipazione di investitori di peso internazionale come Amd Ventures, Duferco, Eni Next, RoboIT e Tether.
Il debutto internazionale della piattaforma negli Stati Uniti in occasione dell’evento Amd Advancing AI in programma oggi (22 luglio) e domani 23 luglio.
FONTI Mila Fiordalisi “Edilizia & Territorio”
