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Appalti con regolamento Ue: audizioni in Senato, orientamento critico sulla scelta di Bruxelles

In commissione Politiche Ue ciclo di incontri con i soggetti interessati. Sollevato il nodo della compressione dell’autonomia normativa nazionale

 

Parte al Senato il ciclo di audizioni sulla proposta di regolamento europeo che punta a riscrivere le regole degli appalti pubblici e delle concessioni, abrogando le tre direttive del 2014. La commissione Politiche dell’Unione europea ha deciso di avviare una fase di approfondimento con i principali soggetti interessati, fissando alle ore 12 di domani il termine per indicare i soggetti da ascoltare.

La decisione è arrivata nel corso dell’esame della proposta, dopo che i primi interventi hanno sottolineato la rilevanza di un’iniziativa destinata a incidere profondamente sulla disciplina nazionale dei contratti pubblici. Al centro delle perplessità, in particolare, la scelta di procedere con un regolamento, atto direttamente applicabile negli Stati membri, anziché con una direttiva, come avvenuto finora. La revisione europea, inoltre, potrebbe anche rappresentare l’occasione per approfondire le contestazioni mosse dalle istituzioni Ue alle norme italiane sugli appalti.

Il passaggio in commissione conferma così che uno dei nodi politici e istituzionali della proposta sarà proprio la scelta dello strumento normativo. Il   regolamento da 149 articoli, una volta approvato, si applicherebbe direttamente in Italia, senza la necessità di un recepimento nazionale, riducendo i margini per adattare le nuove disposizioni alle specificità dell’ordinamento italiano. Un’impostazione che ha già suscitato critiche e   preoccupazioni tra imprese e sindacati e che ora sarà al centro del confronto parlamentare.

 

 

 

FONTI           Mauro Salerno          “Edilizia & Territorio”

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