Brancaccio (Ance) a Italia del sì: «Un grande piano di messa in sicurezza del territorio è la priorità assoluta, come chiediamo da anni»
«Nei prossimi 10 anni ci saranno 125 miliardi di investimenti nelle ferrovie, tra manutenzione, progettazione e nuove opere». Il ministro Salvini lo annuncia dal palco dell’ “Italia dei sì. 2023-2032”, la manifestazione organizzata dal ministero delle Infrastrutture alla presenza di mezzo governo, tutto lo stato maggiore della Lega, le società pubbliche, le imprese e i rappresentanti di categoria. Nel suo one-man-show Salvini illustra il piano decennale delle infrastrutture per il Paese, in prima fila ad ascoltare ci sono il ministro dell’Economia Giorgetti, quello dell’Istruzione Valditara, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Morelli, la ministra per la disabilità Locatelli.
Salvini va a braccio e snocciola progetti, numeri, finanziamenti. «È chiaro – riconosce – che negli ultimi anni qualcosa sulla manutenzione, sulla prevenzione è mancato e quindi stiamo programmando investimenti per alcune centinaia di miliardi su strade, autostrade, ferrovie, corsi d’acqua, edilizia popolare». Si parte dalle strade e autostrade dove le slides lampeggiano il reticolato di cantieri che attraversano la penisola. Qui, spiega il ministro, ci sono 4,5 miliardi di euro di investimenti previsti dal contratto di programma con Anas: 2 miliardi per nuove opere e 1,8 miliardi di manutenzione programmata. Ai quali si sommano altri 3,5 miliardi destinati alla manutenzione solo nel 2023 per cui «il totale ci porta a 8 miliardi a breve cash». Ma le cifre sono molto più ambiziose secondo il titolare delle Infrastrutture che disegna un cantiere decennale da 50 miliardi per la manutenzione e per i nuovi progetti di strade e autostrade. Si passa poi alla riforma del Codice della strada ma anche alla riqualificazione immobiliare attraverso i Pinqua e alle ferrovie, uno dei capitoli più succosi del Pnrr. Attualmente, spiega Salvini, i cantieri sono 1700 e il valore degli appalti raggiunge i 22 miliardi. Ma ce ne sono altri 11,2 in arrivo entro l’altro e sul decennio la cifra volerà a 125 miliardi, spiega il leader del Carroccio.
Tra i cavalli di battaglia del ministro c’è naturalmente il Ponte sullo Stretto che però riserva una coda polemica in un botta e risposta a distanza con Don Ciotti. Per il ministro è una «vergogna» dire che «il Ponte unirà due cosche fra Sicilia e Calabria».
Nuovi numeri poi emergono sul fronte dell’applicazione del Codice degli appalti. Al 19 luglio – secondo i dati riferiti dal ministero – sono arrivate 5.215 domande di qualificazione, sono state qualificate 2.469 stazioni appaltanti e richiesti 29.316 codici identificativi di gara (Cig) relativi appunto a nuovi singoli appalti che le amministrazioni intendono mandare in gara.
Per i costruttori di Ance, infine, «un grande piano di messa in sicurezza del territorio è la priorità assoluta, come chiediamo da anni – ha detto la presidente Federica Brancaccio -.. Bene ha fatto il ministro Salvini a richiamare questa necessità e a porre l’attenzione su questo tema».
FONTI Flavia Landolfi “Enti Locali & Edilizia”
