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Caos gare digitali, marcia indietro sui microaffidamenti: fino a ottobre utilizzabile la piattaforma Anac

Contratti sotto 5mila euro: di fronte alle proteste e alle difficoltà dei piccoli enti l’Autorità concede per 9 mesi una via alternativa rispetto alle piattaforme certificate

 

L’Anac apre una via alternativa rispetto all’  obbligo di utilizzare le piattaforme digitali certificate anche per assegnare i microappalti di importo inferiore a cinquemila euro.   Di fronte alle difficoltà e alle proteste montate in centinaia di piccoli enti l’Autorità Anticorruzione ha deciso di estendere l’utilizzo dell’interfaccia web per gli appalti e tutti i contratti pubblici messa a disposizione dalla propria piattaforma anche agli affidamenti diretti di importo inferiore a 5.000 euro. Questa nuova strada alternativa all’utilizzo delle pochissime piattaforme digitali certificate resterà aperta fino al 30 settembre 2024.

Lo ha deliberato il Consiglio dell’Autorità Anticorruzione, nella seduta del 10 gennaio 2024, approvando un Comunicato del Presidente.

«Dal 1° gennaio 2024 ha acquisito efficacia la disciplina sulla digitalizzazione dei contratti pubblici», spiega il Presidente di Anac Giuseppe Busía. «Le disposizioni impongono alle stazioni appaltanti e agli enti concedenti di procedere allo svolgimento delle procedure di affidamento e di esecuzione dei contratti pubblici utilizzando piattaforme di approvvigionamento digitale certificate. Tale previsione è funzionale a garantire, da parte della Banca dati nazionale dei contratti pubblici, una serie di servizi quali la pubblicità legale e la trasparenza degli atti di gara, consentendo la trasmissione in tempo reale delle informazioni necessarie nonché la possibilità di utilizzare appieno il fascicolo virtuale dell’operatore economico per le verifiche previste».

Il codice dei contratti pubblici non prevede ipotesi di deroga o di esenzione dall’applicazione delle disposizioni sulla digitalizzazione con riferimento a fattispecie particolari di affidamenti o a determinate soglie di importi. «Le nuove previsioni rappresentano una rivoluzione nel mondo della contrattualistica pubblica che, superata l’iniziale fase di necessario adeguamento, apporterà notevoli benefici in termini di semplificazione, razionalizzazione e velocizzazione delle procedure, con evidente e apprezzabile risparmio di costi e tempi», aggiunge Busía.

«L’Autorità al fine di favorire le Amministrazioni nell’adeguarsi ai nuovi sistemi che prevedono l’utilizzo delle piattaforme elettroniche e garantire così un migliore passaggio verso l’amministrazione digitale, sentito il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha ritenuto necessario adottare un interfaccia web per gli affidamenti diretti di importo inferiore ai 5.000 euro, in supporto delle amministrazioni, al fine di consentire lo svolgimento delle ordinarie attività di approvvigionamento. Tale strumento rappresenta una modalità suppletiva che può essere utilizzata in caso di impossibilità o difficoltà di ricorso alle PAD (piattaforme di approvvigionamento digitale certificate, ndr), per il primo periodo di operatività della digitalizzazione».

Nel comunicato l’Autorità evidenzia che anche in questo caso la stazione appaltante deve comunque garantire la tempestiva trasmissione delle informazioni alla Banca Dati Anac, «attraverso la compilazione dell’apposita scheda (AD5), al fine di consentire l’assolvimento delle funzioni ad essa demandate, ivi compresi gli obblighi in materia di trasparenza».

Nulla cambia invece per gli affidamenti di importo superiore ai cinquemila euro. «Per gli affidamenti di importo pari o superiore a 5.000 euro restano invece ferme le indicazioni già fornite in merito all’obbligo di svolgere le procedure di affidamento mediante PAD», si legge sempre nel comunicato.

La messa a disposizione della piattaforma Anac per i microappalti degli enti in difficoltà con la transizione digitale avrà una durata a tempo. Nove mesi in tutto. «A decorrere dal 1°ottobre 2024 anche per gli affidamenti diretti di importo inferiore a 5.000 euro sarà obbligatorio il ricorso alle piattaforme certificate. Pertanto – è l’indicazione fornita a conclusione del comunicato -, si invitano tutti i soggetti interessati a porre in essere le attività necessarie a garantire la corretta operatività dell’ecosistema di approvvigionamento digitale».

 

 

FONTI      Mauro Salerno    “Enti Locali & Edilizia”

Categorized: News