Effetto-digitalizzazione. Mascolini (Oice): bisogna aiutare le stazioni appaltanti perché il rischio di ritardi soprattutto per gli interventi Pnrr potrebbe essere reale e assai deleterio
Arrivano anche i dati dell’Oice a certificare il crollo delle gare d’appalto per effetto del caos seguito all’obbligo di gestire in via digitale gli appalti pubblici dal 1° gennaio, di cui abbiamo denunciato i rischi per primi fin dallo scorso dicembre su questo giornale.
Un report appena messo a punto dall’associazione delle società di progettazione segnala che le gare per servizi di ingegneria e architettura pubblicate dal 1° gennaio 2024 sono solo 55 per un valore di servizi di 10,9 milioni di euro. Confrontando i dati con quelli dello stesso periodo del 2023 (quando le gare erano state 106 per 30 milioni di euro) l’associazione riscontra un calo del 48,1% nel numero degli avvisi e di ben il 63,4% in valore. Le gare di importo sopra i 140.000 euro sono 22, -46,3% rispetto al 2023, con un valore di 9,3 milioni (-62,9%).
Ancora più pesante il crollo registrato dagli avvisi dedicati agli appalti di sola progettazione. Il numero delle gare pubblicate dal primo gennaio 2024 in questo ambito sono state soltanto 34 per un valore di servizi di 7,1 milioni di euro. Confrontando i dati con quelli del 2023 riscontriamo un calo in numero (-57,0%) e in valore (-60,8%).
«Si sa che la sfida della digitalizzazione dell’intero ciclo di vita di un appalto è forse la ”madre di tutte le riforme” contenute nel nuovo codice, ma a guardare questi primi passi non c’è da stare tranquilli, se è vero che in 15 giorni già due volte l’Anac è dovuta intervenire per agevolare le stazioni appaltanti sui micro affidamenti e poi per districare il caos dei bandi inviati in gazzetta prima di Capodanno». Intanto un mini-blocco è nei fatti: «In questa prima metà di gennaio, come rilevato dal nostro Ufficio studi – aggiunge Mascolini -, le gare si sono ridotte da 106 (stesso periodo del 2023) a 55 e un calo del 60% e oltre nel valore, soprattutto per le gare Ue. L’auspicio è che riprenda vigore il percorso, finora lento, di accreditamento delle piattaforme e che si aiutino sempre più le stazioni appaltanti perchè il rischio di ritardi soprattutto per gli interventi Pnrr potrebbe essere reale e assai deleterio. Su altre cose, poi, un correttivo al codice lo chiediamo da mesi perché anche l’accesso alle gare è diventato problematico».
FONTI Mauro Salerno “Enti Locali & Edilizia”
