Cresme Europa Servizi: Ferrovie prima stazione appaltante per valori, segni positivi per amministrazioni regionali e sanità. Il post Pnrr frena i comuni
Superare i dati record degli ultimi due anni era impossibile. Le opere mandate in gara nel 2022 e 2023 sulla spinta del Pnrr e del Piano nazionale complementare, dal valore di 85,7 e 92,4 miliardi, si sono rivelate montagne troppo alte da scalare nel 2024 per il mercato dei lavori pubblici. Il risultato degli ultimi 12 mesi però rimane di rilievo se confrontato con le annate precedenti del 2020 (42,9 miliardi di lavori) e 2021 (38,2 miliardi) grazie anche alla coda finale degli interventi promossi con maxipiani infrastrutturali.
L’anno scorso, secondo il monitoraggio dell’osservatorio Cresme Europa Servizi, sono stati promossi 23.160 appalti per un importo complessivo di 59,153 miliardi. Rispetto al boom del 2023 il numero degli avvisi perde l’11,7% e l’import delle opere il 36 per cento.
Il bando dell’anno, quello da quasi 2 miliardi per la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori relativi alla realizzazione della nuova linea Av/Ac Salerno-Reggio Calabria, raddoppio Cosenza – Paola/S. Lucido (galleria Santomarco), fa volare le Ferrovie in testa alla graduatoria per lavori andati in gara con un totale di 15,492 miliardi (+24%) realizzati grazie a 291 appalti (-4,3%).
Le amministrazioni comunali, protagoniste nel 2023, passano da 24,8 miliardi a 8,438 miliardi (-66%), con un calo di nuove gare del 18,8% (11.513). I gestori di reti, infrastrutture e servizi pubblici locali hanno indetto 2.128 procedure (-15%) per 7,29 miliardi (-48%).
Tra i grandi enti, i segni entrambi positivi li fanno registrare solo le amministrazioni regionali con 487 gare (+31%) per 2,5 miliardi (+3,2%) e la sanità pubblica con 890 avvisi per 2,671 miliardi (+24%). Più gare (415, in rialzo del 6,7%) ma meno ricche invece per l’Anas che ha totalizzato 3,8 miliardi (-44%).
Tutte in calo le classi d’importo (tranne i piccoli lavori fino a 150mila euro), con le grandi opere oltre i 50 milioni che, nel 2024, sono state 158 (-37%) per 27,9 miliardi (-43%).
Nella classifica regionale, la Lombardia conquista il primo posto confermando lo stesso numero di bandi (3.575) e i valori a base d’asta 8,435 miliardi (pari a un calo di appena 0,4%). Seguono il Lazio con 1.725 bandi (-10,8%) per 5,9 miliardi (-61%) e la Campania con 1.579 appalti (-27%) per 5,6 miliardi (-16%).
Il mercato 2024 dei lavori pubblici per stazioni appaltanti
FONTI Alessandro Lerbini “Enti Locali & Edilizia”
