Dalla normativa alla pratica, una dimostrazione operativa di come una piattaforma di approvvigionamento digitale certificata gestisce l’intero ciclo di vita dell’appalto e dialoga con la Banca dati nazionale dell’ANAC. Appuntamento il 2 luglio con LavoriPubblici.it e Net4market.
Che cos’è una piattaforma di approvvigionamento digitale e perché una stazione appaltante non può più farne a meno? Come si gestisce un’intera gara dentro una PAD certificata? E come dialoga con la Banca dati nazionale dei contratti pubblici e con l’ecosistema digitale della PA?
A questi interrogativi risponde il webinar gratuito “Digitalizzazione appalti pubblici: come si gestisce una gara con una PAD”, organizzato da LavoriPubblici.it con Net4market e in programma il 2 luglio 2026, dalle ore 15 alle 17, su GoToWebinar. Un incontro pensato per accompagnare stazioni appaltanti e professionisti dalla normativa alla pratica, mostrando come una PAD gestisce nel quotidiano l’intero ciclo di vita della gara, dalla programmazione all’esecuzione.
Perché oggi la gara vive dentro la piattaforma digitale
Con il Codice del 2023 la gestione digitale non è più un passaggio che si aggiunge alla procedura, ma l’ambiente stesso in cui la procedura prende forma. Lo stabilisce il D.Lgs. n. 36/2023 (Codice dei contratti), che agli articoli 19, 20 e 21 fissa i principi, la trasparenza e il ciclo di vita digitale dei contratti pubblici.
Tutte le attività, dalla programmazione all’esecuzione, si svolgono in ambiente digitale, con dati forniti una sola volta e poi riutilizzati, secondo il principio dell’unicità dell’invio.
Che cos’è una PAD e perché serve la certificazione AGID?
Una PAD è la piattaforma di approvvigionamento digitale, l’ambiente operativo con cui la stazione appaltante svolge in forma digitale le attività del ciclo di vita dell’appalto. A individuarla sono gli articoli 25 e 26 del Codice, che affidano ad AGID le regole tecniche e la certificazione, oggi lo spartiacque tra le piattaforme abilitate a operare e quelle che non lo sono.
La certificazione della piattaforma e la sua presenza nel registro ANAC non sono un adempimento formale, ma un passaggio essenziale per operare in modo regolare — una scelta che incide sulla responsabilità dell’amministrazione.
L’ecosistema digitale ruota attorno alla Banca dati nazionale dell’ANAC
Attorno a questo impianto il Codice ha costruito un ecosistema nazionale di approvvigionamento digitale, al cui centro c’è la Banca dati nazionale dei contratti pubblici gestita dall’ANAC che rappresenta l’infrastruttura in cui confluiscono le informazioni sui contratti e attraverso cui oggi passa la trasparenza.
Non è più la pubblicazione sul sito della singola amministrazione a produrre effetti, ma la trasmissione del dato alla banca dati nazionale. In questo quadro la Piattaforma dei Contratti Pubblici dell’ANAC, obbligatoria dal primo gennaio 2024, è il punto di accesso ai servizi del sistema, dal fascicolo virtuale dell’operatore economico alle schede dell’Autorità.
Che cosa si vedrà nel webinar del 2 luglio?
Il cuore dell’incontro è la parte operativa, perché una cosa è leggere come funziona una piattaforma, un’altra è vederla all’opera mentre gestisce una procedura reale. Si parte dalle basi, ovvero che cos’è una PAD e come le stazioni appaltanti possono dotarsene, per poi ripercorrere l’intero ciclo di vita dell’appalto sulla piattaforma.
Dalla pianificazione e programmazione, con le relative schede, si passa alla pubblicazione e all’affidamento con esempi reali, dall’affidamento diretto alla procedura negoziata, fino al confronto tra le due in aggiudicazione e a una panoramica sull’esecuzione e sulle schede ANAC. Un filo conduttore mostrerà il dialogo con la Banca dati nazionale e con il fascicolo virtuale dell’operatore economico, con uno spazio finale di question time.
Come iscriversi al webinar gratuito
La partecipazione è gratuita e si svolge online su GoToWebinar, per una durata di due ore. I posti sono limitati, per cui conviene riservare per tempo il proprio. Per chi gestisce o segue le gare pubbliche è l’occasione per vedere all’opera ciò che la norma descrive, e per portare a casa qualche risposta agli interrogativi che la digitalizzazione continua a sollevare.
FONTI “LavoriPubblici.it”
