Nella bozza del provvedimento anche il supercommissario Anas (ma non c’è la norma sul Ponte). Alla gestione centralizzata di Rfi passano le linee Av Salerno-Reggio Calabria, Brescia-Verona e Vicenza-Padova
Entrano le concessioni balneari nello schema di decreto-legge Infrastrutture atteso da settimane in Consiglio dei ministri e ancora fermo alle verifiche tecniche, dopo giorni di confronto con il Quirinale sull’affaire Ponte sullo Stretto. Il testo resta in bilico nella seduta di domani – chiamata ad affrontare il nodo sicurezza – ed è ancora al centro di interlocuzioni tra Palazzo Chigi e il Mit con la Lega che spinge e altri che frenano. Il decreto potrebbe quindi slittare ed essere rinviato a una prossima riunione dei ministri. Nella bozza circolata ieri, peraltro, non compare la norma sul Ponte sullo Stretto – l’articolo 1 con le novità sull’opera risulta ancora in bianco – mentre entrano le disposizioni sui balneari e il commissariamento di un pacchetto di interventi Rfi, tra cui le linee ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria, Brescia-Verona e Vicenza-Padova.
Sullo sfondo ci sono le sentenze del Tar Liguria che proprio in questi giorni, accogliendo il ricorso dell’Antitrust, hanno intimato ai Comuni di Sarzana, Laigueglia e Pietra Ligure di indire le gare entro giugno, annullando le proroghe delle concessioni in linea con la direttiva Bolkestein e con il dettato europeo sull’apertura alla concorrenza. La norma inserita nel decreto Infrastrutture, introducendo il bando-tipo, punta soprattutto a uniformare le future procedure di affidamento. Il testo affida al ministero guidato da Salvini il compito di predisporre entro trenta giorni uno schema di gara standard da sottoporre alla Conferenza unificata, con l’obiettivo «di promuovere condizioni omogenee di affidamento delle concessioni demaniali». L’intenzione è quella di ridurre le differenze tra le amministrazioni locali e limitare il rischio di contenziosi, in una materia da anni al centro del confronto con Bruxelles. Accanto a questo, il decreto prevede una proroga fino alla stagione balneare 2026 della possibilità di impiegare assistenti bagnanti minorenni, in deroga a quanto previsto dalla legge 15/2025.
Arriva poi una stretta sulle opere ferroviarie con il passaggio ad Aldo Isi, attuale amministratore delegato di Rfi, dei poteri da commissario sulle principali tratte su binario, subentrando così ai commissari straordinari già nominati su una lunga serie di interventi strategici. La norma prevede il trasferimento diretto delle funzioni di progettazione, affidamento e coordinamento delle opere all’ad della società, con la possibilità di nominare subcommissari interni alla struttura Rfi, delegando compiti operativi senza costi aggiuntivi per la finanza pubblica e mantenendo validi tutti gli atti già adottati. Tra le tratte più rilevanti interessate dal riassetto figurano alcune delle principali linee ad alta velocità e di potenziamento della rete nazionale, come la Salerno–Reggio Calabria, la Brescia–Verona e la Vicenza–Padova, considerate snodi chiave per il completamento dei corridoi europei e per il rafforzamento dei collegamenti tra Nord e Sud. La scelta di concentrare in un’unica figura la gestione commissariale viene letta come un tentativo di superare la frammentazione precedente, riducendo i passaggi decisionali.
Previsto già nelle bozze precedenti, verrebbe poi confermato il commissariamento dei cantieri Anas, anche qui con l’accentramento nelle mani dell’amministratore delegato, Claudio Andrea Gemme, dei poteri di un super commissario su un centinaio di opere stradali, da Nord a Sud della penisola. Un ruolo che gli conferirà funzioni di coordinamento rafforzate e che, «per lo svolgimento delle attività commissariali», potrà contare su una rete territoriale nominando «in qualità di subcommissari i responsabili pro tempore delle strutture territoriali di Anas Spa competenti per l’area geografica in cui ricadono le opere commissariate».
Nella bozza in circolazione ieri resta vuoto l’articolo 1, ancora in fase di limatura, dedicato, nelle versioni precedenti, al Ponte sullo Stretto. Tra gli aspetti più delicati sui quali anche il Quirinale nei giorni scorsi ha acceso un faro, il ridimensionamento dell’attività di controllo della Corte dei conti alla sola nuova delibera Cipess e la responsabilità sul procedimento limitata ai casi di dolo. Ma, anche qui, dovrebbe essere confermata la nomina di un commissario ad hoc nella persona dell’attuale ad della Stretto di Messina spa, Pietro Ciucci.
FONTI Flavia Landolfi “Enti Locali & Edilizia”
