Skip to content
Close
Hit enter to search or ESC to close

Ferrovie, dalla Manovra 5,4 miliardi in due anni a Rfi: al Terzo Valico 1,6 miliardi per la variante geologica

Il Ddl Bilancio rifinanzia il contratto di programma: 1,57 miliardi per la manutenzione e 3,86 per gli investimenti. Altri 850 milioni al Terzo Valico tra 2029 e 2030. Risorse subito impegnabili. Nuovo fondo da 104 milioni per le caserme

 

Un’iniezione di risorse da oltre 5,4 miliardi di euro nel biennio 2027-2028 per la rete ferroviaria nazionale, con un finanziamento specifico da 1,6 miliardi per la variante del Terzo Valico resa necessaria dalle difficili condizioni incontrate durante gli scavi. È il contenuto dell’articolo 77 del disegno di legge di Bilancio 2027, che rifinanzia il contratto di programma tra ministero delle Infrastrutture e Rfi, rafforzando sia la componente dei servizi sia quella degli investimenti.

La misura arriva in una fase delicata per alcuni dei principali cantieri ferroviari. In particolare,  il Terzo Valico è finito sotto i riflettori nelle ultime settimane per le tensioni legate al caro-materiali, alle varianti e ai maggiori costi degli scavi, con  il confronto tra Rfi e Webuild-Cociv sui pagamenti dei lavori eseguiti e la messa in cassa integrazione di alcune centinaia di operai. Il nuovo stanziamento rappresenta una risposta finanziaria importante per la prosecuzione dell’opera, anche se il testo non prevede un ristoro diretto delle riserve o un piano specifico per il pagamento delle fatture arretrate.

Il comma 1 autorizza una spesa di 600 milioni di euro per il 2027 e 970 milioni per il 2028, per complessivi 1,57 miliardi, destinati al contratto di programma parte Servizi tra il Mit e il gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale. Le risorse sono vincolate agli interventi di manutenzione straordinaria della rete.

La parte più consistente del rifinanziamento riguarda però il contratto di programma parte Investimenti. Il comma 2 assegna 2,19 miliardi nel 2027 e 1,67 miliardi nel 2028, per un totale di 3,86 miliardi. Di questi, 1,45 miliardi sono destinati a programmi per il miglioramento della sicurezza e lo sviluppo tecnologico della rete ferroviaria nazionale.

Al Terzo Valico dei Giovi vanno 1,6 miliardi nel biennio, «con specifico riferimento alla variante resa necessaria dalle rilevanti condizioni geomeccaniche emerse durante la fase di realizzazione». La relazione tecnica precisa il profilo annuale dello stanziamento: 900 milioni nel 2027 e 700 milioni nel 2028. Il finanziamento viene poi ulteriormente integrato con 350 milioni nel 2029 e 500 milioni nel 2030, a valere sul contratto di programma parte Investimenti 2027-2031. Il sostegno complessivo previsto dalla manovra per questa voce sale così a 2,45 miliardi nell’arco di quattro anni.

Altri 500 milioni nel biennio sono assegnati al progetto di accesso alla galleria di base del Brennero e alla circonvallazione ferroviaria di Trento, ripartiti tra 300 milioni nel 2027 e 200 nel 2028. Per i raddoppi delle tratte Frasso Telesino-Telese, Telese-Vitulano e Apice-Orsara, sulla linea Napoli-Bari, sono previsti 170 milioni, di cui 100 nel 2027 e 70 nel 2028. Al raddoppio Giampilieri-Fiumefreddo, sulla Messina-Catania, vanno 140 milioni nel biennio, con 80 milioni nel 2027 e 60 nel 2028. Anche questo intervento riceve un’integrazione di 40 milioni per il 2029.

Una delle novità operative più rilevanti è contenuta nel comma 3. Nelle more dell’aggiornamento del contratto di programma, le risorse autorizzate saranno immediatamente disponibili, dalla data di entrata in vigore della legge, per l’assunzione di impegni giuridicamente vincolanti. Non sarà quindi necessario attendere il completamento dell’aggiornamento dell’accordo tra Mit e Rfi per poter procedere all’impegno delle somme. Lo stesso comma introduce una maggiore flessibilità nella gestione degli stanziamenti. Con decreto del ministro dell’Economia, anche su proposta del ministro delle Infrastrutture, sarà possibile rimodulare le risorse tra interventi relativi alle infrastrutture ferroviarie, per assicurare il conseguimento degli obiettivi previsti. La possibilità resta però vincolata al rispetto delle risorse complessivamente assegnate per ciascuna annualità e degli obiettivi di finanza pubblica. Non si tratta, dunque, di un trasferimento libero tra esercizi, ma di una flessibilità nell’impiego delle somme all’interno del plafond annuale.

Per il biennio 2027-2028 viene inoltre introdotto un calendario di erogazione semestrale. A questo si aggiunge il rafforzamento del monitoraggio. La Ragioneria generale dello Stato potrà chiedere a Rfi ulteriori adempimenti informativi per verificare il cronoprogramma procedurale e finanziario degli interventi e il raggiungimento degli obiettivi collegati alla clausola di salvaguardia nazionale. La relazione tecnica spiega che il presidio serve anche a garantire la disponibilità di informazioni aggiornate sugli interventi e sul loro impatto sul bilancio entro le scadenze richieste dalla Commissione europea, prima del 15 aprile e del 15 ottobre.

Nel complesso, l’articolo 77 combina quindi un consistente rifinanziamento degli interventi ferroviari con una disciplina che punta ad accelerare l’utilizzo delle risorse, rendere più flessibile la loro distribuzione e rafforzare il controllo sull’avanzamento della spesa. Un intervento che interessa direttamente la manutenzione della rete e alcune grandi opere, dal Terzo Valico al Brennero, dalla Napoli-Bari alla Messina-Catania.

Di dimensioni più contenute, ma con una disciplina specifica, l’articolo 94 istituisce nello stato di previsione del ministero della Difesa un Fondo per l’ammodernamento del parco infrastrutturale delle Forze armate, con 17 milioni nel 2027 e 87 milioni nel 2028. Le risorse finanzieranno nuove caserme, ristrutturazioni, ampliamenti, completamenti, interventi straordinari, efficientamento energetico e adeguamento antisismico degli immobili dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica.

Gli interventi saranno individuati in un elenco predisposto sulla base delle proposte del Capo di Stato maggiore della Difesa e approvato con decreto dei ministri della Difesa, delle Infrastrutture e dell’Economia entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge. Per le opere si applicheranno le procedure in materia di contratti pubblici previste dal Dl 77/2021 e l’approvazione dei progetti equivarrà a dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità. Tutti gli interventi dovranno essere identificati con il Cup e sottoposti al monitoraggio previsto per le opere pubbliche.

 

 

 

FONTI        Mauro Salerno         “Edilizia & Territorio”

Categorized: News