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Gare d’appalto, l’AI entra nella preparazione delle offerte

Neo Vision Group lancia la piattaforma TenderingOS per le Pmi. Obiettivo: allestire le proposte più complesse in pochi giorni, tagliando dell’80% le attività ripetitive e del 54% i costi amministrativi

 

L’intelligenza artificiale entra nelle gare d’appalto. È la scommessa di Neo Vision Group — laboratorio europeo di ricerca applicata in AI fondato da Laurentiu Clenci e Adrian Niculescu, insieme a un terzo co-fondatore con esperienza in aziende BigTech il cui nome sarà reso noto nei prossimi mesi — che ha lanciato da pochi giorni sul mercato italiano TenderingOS, una piattaforma end-to-end che punta a trasformare uno dei processi più onerosi per le piccole e medie imprese: la preparazione delle offerte per gli appalti pubblici. L’obiettivo dichiarato è ridurre fino all’80% le attività ripetitive e tagliare in media del 54% i costi amministrativi connessi.

Il contesto in cui si inserisce l’iniziativa è quello di un mercato enorme e storicamente inefficiente. Gli appalti pubblici in Europa valgono 2.500 miliardi l’anno, pari al 14% del Pil dell’Unione Europea, secondo i dati della Commissione Europea e della Corte dei conti europea; ma le frizioni burocratiche legate alla preparazione delle offerte costano al sistema economico circa 28,1 miliardi l’anno, secondo le stime elaborate da PwC, London Economics ed Ecorys per la Commissione Europea. Il 75% di questo peso ricade sulle imprese private.

Per le Pmi, in particolare, partecipare a una gara significa destreggiarsi tra una media di otto sistemi scollegati — fogli Excel, documenti Word, software di preventivazione, Pec, portali di trasmissione — con il rischio concreto di essere escluse per errori amministrativi prima ancora di essere valutate nel merito. Il risultato è che, in media, le aziende si aggiudicano il 10% delle gare a cui partecipano: occorre presentare dieci offerte per vincere un contratto.

Nel settore delle costruzioni – mercato di riferimento iniziale della piattaforma, scelto per l’elevata complessità procedurale delle relative gare – il costo per aggiudicarsi una commessa può arrivare a una cifra compresa tra 40 e 50 mila euro, mentre un’impresa di medie dimensioni spende oltre 500 mila euro ogni anno in risorse dedicate alla preparazione delle offerte.

Una situazione a cui TenderingOS fornisce una risposta operativa. Se la maggior parte degli strumenti disponibili oggi nel settore si concentra sull’individuazione e sull’analisi dei bandi — attività che rappresentano appena il 10% dello sforzo complessivo — la piattaforma di Neo Vision Group copre l’intero ciclo di vita della gara: dalla qualificazione delle opportunità alla creazione dei pacchetti di ammissibilità, dalla redazione della proposta tecnica e dei modelli economici fino alla validazione finale del fascicolo.

Il sistema, sviluppato grazie a 25 partner di co-sviluppo e a esperti delle singole realtà nazionali, automatizza la verifica documentale e confronta in tempo reale i requisiti procedurali con i dati del bando. L’obiettivo dichiarato è comprimere i tempi di preparazione della gara da quattro settimane, per gli iter più complessi, a cinque-sette giorni, consentendo alle aziende di concorrere a un numero di procedure fino a 2,5 volte superiore a parità di organico.

La piattaforma, lanciata da un team che vanta un track record solido — con oltre 200 progetti realizzati attraverso il proprio product studio e un exit già all’attivo — è stata costruita con un investimento autofinanziato di oltre 670mila euro. Primo investitore strategico è Razvan Atim, già decimo dipendente dell’unicorno rumeno UiPath, che ne accompagnò la crescita da 10 a 4.500 dipendenti fino alla quotazione al New York Stock Exchange. «Dopo i lanci in Italia e in Spagna, ci espanderemo nei restanti 24 Stati membri dell’UE e nel Regno Unito. Stiamo costruendo un gigante europeo del software per trasformare il modo in cui il nostro continente compete e cresce», dichiara Laurentiu Clenci, co-fondatore e head of growth di Neo Vision Group.

Sul fronte della protezione dei dati, la società adotta protocolli di isolamento che definisce una “muraglia cinese” giuridica e tecnica, con il supporto di Fort Cyber, società di cybersecurity quotata in borsa. Il mercato di riferimento iniziale, come detto, è quello delle costruzioni, ma il piano prevede l’espansione verso altri settori regolamentati — sanità, servizi, tecnologia e manifattura — e l’ingresso progressivo negli Stati membri dell’UE e nel Regno Unito.

 

 

 

FONTI      Maria Chiara Voci     “Enti Locali & Edilizia”

 

 

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