L’Ispettorato nazionale del lavoro ha costituito le Commissioni regionali per esaminare le richieste di integrazione dei crediti persi a causa di violazioni
L’Ispettorato nazionale del lavoro ha dato il via alla costituzione delle apposite commissioni con il compito di gestire le istanze delle imprese che hanno perso crediti e che intendono recuperarli, soprattutto nel caso in cui siano scese al di sotto dei 15 crediti necessari per operare nei cantieri. Con un recente decreto, il direttore dell’Inl Danilo Papa, ha definito composizioni e compiti delle commissioni, che saranno su base regionale. Ne fanno parte due componenti Inl e due componenti Inail, ma alle sedute parteciperanno – senza diritto di voto – anche un rappresentante delle Asl e il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale.
Attraverso appositi moduli e modalità, gli operatori fanno istanza motivata di recupero crediti alla commissione competente (in base alla sede legale dell’impresa), allegando la documentazione utile («provvedimenti sanzionatori, relazione tecnica sulle misure adottate») più, eventualmente, «una proposta di Piano di recupero dei crediti», nonché la richiesta di essere auditi. «Di norma» il richiedente dovrebbe essere convocato entro 20 giorni lavorativi successivi all’invio dell’istanza.
Tra i compiti delle commissioni c’è quello di decidere gli «adempimenti necessari affinché l’impresa e il lavoratore autonomo possano recuperare un numero di crediti almeno sufficiente per tornare ad operare». L’obiettivo è proprio quello di consentire all’impresa di tornare operativa. A questo fine è previsto che «il recupero dei crediti può avvenire anche in modo frazionato, in relazione al completamento parziale delle misure previste dalla Commissione, fermo restando il limite massimo di crediti riassegnabili», che è di 15 («non sarà possibile recuperare più di 15 crediti»).
La Commissione non prende decisioni solo sulla base delle carte ma «attiva un apposito confronto con l’impresa e il lavoratore autonomo interessati». A questi ultimi potrà essere richiesto «l’adempimento di specifici percorsi formativi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro da parte dei soggetti responsabili di almeno una delle violazioni di cui all’allegato I-bis del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 ovvero, qualora i responsabili non siano più in forza presso l’impresa, da parte di personale cui competono le medesime funzioni».
Una seconda richiesta potrà riguardare «l’adempimento di specifici percorsi formativi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro da parte dei lavoratori occupati presso il cantiere o i cantieri ove si sono verificate le violazioni che hanno comportato la decurtazione dei crediti ovvero, qualora detti lavoratori non siano più in forza presso l’impresa, da parte di lavoratori addetti alle medesime attività o ad attività comportanti rischi analoghi». Infine, all’impresa potrebbero essere richiesti «uno o più investimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro». Le richieste all’operatore dovranno essere proporzionate «al numero di crediti da recuperare e dimensione aziendale».
Per rendere uniforme il lavoro delle commissioni sono previste apposite Linee guida, a cura di Inl e Inail. Nel documento saranno fornite «indicazioni sui contenuti minimi, durata e soggetti formatori (escludendo il datore di lavoro quale soggetto formatore nei percorsi riparativi) nonché tipologie di investimenti ammissibili». Una volta completati gli adempimenti, l’operatore bussa di nuovo alla Commissione, che si riunisce “di norma” entro 15 giorni, e decide nei successivi 15 giorni.
FONTI M.Fr. “Enti Locali & Edilizia”
