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Polizze catastrofali, la guida operativa di Ania e Confindustria

Livello di protezione basso soprattutto nelle micro e piccole imprese

 

Una guida operativa per le imprese, dopo il completamento dell’entrata in vigore dell’obbligo assicurativo contro i rischi catastrofali. È stata pubblicata ieri da Confindustria e Ania sui rispettivi siti, per aiutare il mondo imprenditoriale ad orientarsi. La normativa è stata introdotta con la legge di bilancio 2024 e impone alle aziende con sede legale in Italia e iscritte al Registro delle imprese una copertura per terremoti, alluvioni, frane, inondazioni e esondazioni.

L’obbligo è ora operativo dal 1° aprile 2025 per le grandi imprese, con sanzioni decorrenti dal 1° luglio; dal 1° ottobre per le medie e dal 1° gennaio 2026 per le micro e piccole imprese. Per le attività turistico-ricettive e gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande l’obbligo è entrato in vigore il 31 marzo 2026. Per pesca e acquacoltura il termine è stato prorogato al 31 dicembre 2026. La mancata sottoscrizione della polizza potrà incidere sull’assegnazione di agevolazioni pubbliche e, indirettamente, sull’accesso al credito per quelle agevolazioni che transitano attraverso il settore bancario. Le stime Ania fotografano un forte gap di protezione assicurativa, ovvero di sotto assicurazione, a seconda del livello dimensionale di impresa. Tra le microimprese, circa 4,3 milioni, la diffusione della copertura incendio è al 50% e quella della garanzia catastrofale al 14 per cento. Tra le piccole, circa 197mila, il livello di protezione relativo a questi rischi sale rispettivamente al 94% e al 46 per cento. Tra le medie, circa 25mila, al 94% e al 51 per cento. Per le grandi, circa 4mila, le quote sono del 98% per l’incendio e del 97% per i rischi catastrofali. Emerge una grande differenza di protezione soprattutto tra micro e piccole imprese.

«Assicurarsi oggi non deve essere solo l’adempimento ad un obbligo ma può diventare una scelta di buona gestione aziendale. Resta comunque essenziale rafforzare tutte le politiche di prevenzione: dagli investimenti pubblici per la messa in sicurezza del territorio, specie nelle aree più fragili e ad alta concentrazione produttiva, fino a possibili misure fiscali e incentivi agli investimenti delle imprese in prevenzione e protezione», commenta il vice presidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco, Angelo Camilli. Per Giovanni Liverani, presidente di Ania, «l’Italia è un paese fortemente esposto al rischio di catastrofi naturali. Ma ciò nonostante le assicurazioni restano poco diffuse. La misura approvata non deve essere considerata un punto di arrivo ma un primo passo per costruire di uno schema assicurativo nazionale di carattere sistemico».

 

 

 

FONTI          N.P.        “Edilizia & Territorio”

Categorized: News