Ennesimo slittamento di un anno per la scadenza originariamente fissata al settembre 2022 a carico dei tecnici preposti alla verifica del funzionamento di impianti, attrezzature e altri sistemi antincendio
Con il quarto differimento consecutivo slitta ancora l’obbligo di qualificazione per i tecnici manutentori che intervengono su impianti, attrezzature e altri sistemi antincendio. Il rinvio di un ulteriore anno fa slittare al 25 settembre 2026 l’obbligo per i tecnici manutentori di conseguire l’abilitazione per poter mantenere in efficienza presidi antincendio quali: estintori, reti di idranti, porte tagliafuoco, impianti di rivelazione e allarme, sprinkler e altri sistemi di spegnimento, sistemi a pressione differenziale e per l’evacuazione del fumo e del calore.
Deriva dal cosiddetto decreto Controlli (Dm Interno del 1° settembre 2021) l’obbligo per i tecnici di ottenere la qualifica dopo aver seguito uno specifico percorso di formazione al termine del quale occorre aver superato tre prove di esame presso le strutture centrali o periferiche del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. La macchina della formazione doveva, secondo il Dm Controlli, farsi trovare pronta entro il 25 settembre 2022, ma poi sono intervenuti puntuali ogni anno rinvii di 12 mesi fino al quarto differimento appena entrato in vigore.
Le ragioni della proroga sono spiegate nello stesso Dm. Prima tra tutte le «difficoltà connesse alle modalità qualificazione della figura del tecnico manutentore antincendio, che richiede la predisposizione di idonee sedi di esame dotate di particolari apparecchiature ed impianti dedicati e che non risultano ancora uniformemente distribuite sul territorio nazionale». Il Dm Controlli definisce, infatti, le caratteristiche delle sedi in cui si effettuano i corsi (erogabili da soggetti pubblici e privati) dove devono essere presenti specifiche attrezzature e apparecchiature per la formazione di taglio pratico e per le attività di addestramento. Ma, il ritardo non è imputabile alle sole sedi, c’è ancora da portare a termine l’applicazione informatica per la gestione del procedimento che conduce al riconoscimento della qualifica di tecnico manutentore.
Non solo, il Dm include tra le ragioni della proroga anche la «complessità ed i tempi occorrenti per le valutazioni dei requisiti specifici di cui all’allegato II, punto 4, del decreto del Ministro dell’interno 1° settembre 2021 da parte delle commissioni esaminatrici». Il riferimento è alla valutazione delle competenze da parte delle commissioni del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che prevede l’attribuzione di un punteggio alle singole prove: una scritta per testare le conoscenze acquisite, una pratica con simulazioni operative su impianti e sistemi, e una orale per scandagliare ancora più in profondità le competenze dell’aspirante tecnico manutentore di presidi antincendio.
FONTI Mariagrazia Barletta “Enti Locali & Edilizia”
